GRAZIE PER ESSERE ARRIVATI QUI DA ME.
carla_colombo@libero.it - 349 5509930 - In questo mio spazio desidero condividere le mie opere pittoriche, le mie poesie, foto, viaggi, ricette, letture...ACCOMODATEVI!

Le mie opere im vendita su ARTLYNOW

Le mie opere  im vendita su ARTLYNOW
troverete particolari proposte artistiche- carla_colombo@libero.it

27 giugno 2010

ISOLA DI MAIORCA :- II tappa - GROTTE DEL DRAGO

Come promesso nel post precedente dove scrivevo sulla visita alla città di PALMA , mi avventuro ora nell'inserire foto che sono riuscita a scattare all'interno delle

GROTTE DEL DRAGO .


Le pietre delle montagne di Maiorca nascondono spettacolari scenari. Numerose grotte si aprono nascondendo al proprio interno formazioni calcaree di stalattiti e stalagmiti.
Si entra e si ha la sensazione di trovarsi in un mondo straordinario e parallelo, anche grazie ai nomi mitologici che sono stati assegnati ad alcune zone di queste grotte: "Il bagno di Diana", "Città incantata", "Sogno dell’Angelo". Nell’Isola ci sono circa 800 grotte, una di quelle più visitate sono le :

Le Grotte del Drago Sono le più famose e visitate dell’Isola, nella zona di Portocristo ad Est dell'isola . Sono composte da quattro grotte unite l’una alle altre.
Quella dei Francesi, quella di Luis Salvador, la Grotta Bianca e la Grotta Nera. L’acqua del mare entra nelle grotte e forma il lago Martel, 117 m di lunghezza e 30 di larghezza, uno dei più grandi laghi sotterranei del mondo.
Durante l' esacursione ho potuto ascoltare anche un concerto di musica classica con opere di Chopin, Caballero e Offenbach con gioco di luci e con una barca illumminata che navia sulle acque del lago all'interno della grotta.

Informazioni per la visita
Le visite durano circa un’ora.
Da Aprile ad Ottobre visita con concerto di musica classica dalle 10 alle 17 ogni ora. Da Novembre a Marzo, visita e concerto alle 10, 12, 14, 15:30 e 16:30.
Per arrivarci si prende la strada che da Palma va a Manacor e si prosegue per Portocristo. La temperatura nella grotta è di 20º C con l’80% di umidità.
Indirizzo: Carretera de les Coves, Porto Cristo, Mallorca


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Poco prima di Portocristo ho potuto scattare in auto la foto qui sotto con alcune sculture poste in un'aiuola.
Non ho ancora capito che messaggio portano, ma l'effetto ottico  è stupendo.



Entrata per ticket


si entra nella grotta scendendo prima in una specie di conca lussureggiante, dove ci accogli un assaggio di liquore locale, in un baretto istallato per i visitatoti in attesa del proprio turno per l'entrata. 


Non so come sia successo, ma sono riuscita a scattare foto che secondo me sono molto valide e mi sono pure meravigliata del risultato, poichè mi era successo altre volte di fotografare interni di grotte...ma mai avevo avuto di questi risultati.
Ho usato la funzione notturna, sarà forse quella....comunque  il risultato è questo che vedete qui sotto  :



















(foto di Carla Colombo)
SUGGESTIVE VERO?

...e tante altre ancora....ma alla fine si ripetono : stalattiti e stalagmiti ovunque....








La prossima tappa riguardante la visita all'isola di Maiorca, sarà dedicata ad un luogo che probabilmente è stato toccato  davvero da una mano divina...non perdete la prossima puntata.

26 giugno 2010

UNA NUOVA OPERA


Il mare di Maiorca

per ora ha fatto sì che esternasse in questa mia opera  e per il momento la lascio
SENZA TITOLO
perchè sarà l'opera che proporrò  per il MINI-CONCORSO DEL MESE DI LUGLIO.
posterò fra qualche giorno il solito regolameto, con una variante.
VI ASPETTO.





OPERA OLIO SU TELA
DIM. CM. 60X40 - GIUGNO 2010

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CARELLATA DI ALCUNI MIEI DIPINTI

CON IL MARE...MARE...ED ANCORA MARE.

accompagnato da questa mia poesia

"ORA SUSSURRO"

pluripremiata


e che mi ha regalato tante emozioni

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Cercherò fremiti
in foglie tremule
d’alberi non ancora spogli
e colori
in cieli immensi
di paesi lontani ,
attesa di chissà
quale brezza mattutina
e di tela nuova.

Cercherò onde
in acque cullanti
di marine turchine
e paradisi
in volte stellate
di universi immaginari,
attesa di chissà
quale mare sognante
e di luce unica.

Cercherò parole
in pagine ricamate
di libri antichi
e note
in righi polverosi
di spartiti ingialliti,
attesa di chissà
quale favola reinventata
e di canzone melodiosa.

Cercherò…ma ora sussurro
in attesa di te!

Carla Colombo
settembre 2007





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AMICHE ED AMICI VICINI E LONTANI
 a coloro che mi vogliono bene,ma anche a coloro che mi vogliono male
ma soprattutto a coloro che soffrono ...che dire...se non estendere come faccio sempre un abbraccio globale
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25 giugno 2010

UNA GRADITA SORPRESA

Mentre Vi ricordo che sul mio blog degli artisti


è in evidenza sino al 30 giugno il poeta ALESSANDRO MONTALTO
con la sua raccolta di poesie 

FRAMMENTI AMALGAMATI

che sarà regalata a tutti coloro che lasceranno un  commento sulla sua opera letteraria.
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si continua scrivendo che lo zio di ALESSANDRO

prof. CARMELO COZZO (una grande birba di uomo ottantenne)
del quale Vi ho molto scritto  sullo stesso sul blog come primo artista

da bravo "birbone"
mi ha fatto una sorpresa...leggete qui :


Cos’è l’età…

Non sono giovane,
ma non tanto vecchiarello.
Cammino ancora,
senza bastone
e senza ombrello,
sia in estate che in inverno.
Guardo gli amici,
di tanti anni fa,
curvi e col bastone.
Io non guardo solo avanti
ma anche indietro negli anni,
non ho acciacchi tanto pesanti,
me ne frego
e vado avanti..

prof. Carmelo Cozzo
6 giugno 2010

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Mi invita a scrivere :

Un saluto a tutti gli amici da parte di Carmelo Cozzo .
Ad maiora.

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questo signore mi prega di scrivere... :-)
Esser non si puo', più di una volta?



chi è???

(così mi ordina di scrivere?)

sono aperti i commenti : :-)
dall'asternersi prego richieste di matrimonio, poichè felicemente sposato.


24 giugno 2010

RUBENS ED I FIAMMINGHI

DEVO CORRERE...HO TROPPE COSE DA INSERIRE...e non voglio saltare nulla...MI SCUSINI COLORO CHE SI CHIAMANO GIOVANNI O GIOVANNA (vedi post precedente)

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RIFLESSIONE A VOCE ALTA

Non ho la pretesa di pensare che questo mio blog possa essere uno spazio  culturale, ma come già ho scritto nel mio profilo, mi piace pensare di condividere con Voi tutto ciò che ritengo valido pubblicare, specialmente per  coloro che, forse perchè impossibilati a muoversi,  o perchè sono lontani ,o per altri motivi, non possono visitare ciò che sto ora Vi sto mostrando.
Mi è stato confermato da alcune lettrici che   il mio blog (come penso altri blog) è diventato un appuntamento giornaliero, come  un buon caffè mattutino. Se a questo aggiungiamo la conferma in diretta (qui sul blog) che giovani lettori e lettrici (vedi Roberto e Maura)  si sono avvicinati   all'arte e cominciano appunto ad amare l'arte  proprio per le proposte di questo mio spazio, portando anche a loro conoscenza di nuovi "artisti" magari sconosciuti,  non  fa altro che spronarmi a lavorare ancora di più sul mio progetto.
Ho constatato inoltre  che tra "artisti" vari che ho portato in evidenza sul blog
http://lavostraarte.blogspot.com/
si sta instaurando un solido legame di collaborazione, alcuni hanno anche aperto un blog, altri stanno pensando di realizzarlo, poichè l'esperienza li ha molto gratificati.
Probabilmente senza quelle personali on-line non avremmo avuto modo di conoscerli e magari avremmo perso tempo prezioso prima che arrivassero a tutti noi.
Devo però anche dire che il tempo è galantuomo e forse qualcuno avrà "o il giusto merito o il giusto demerito". 
...e dopo queste chiacchiere "Da salotto"


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DEDICO
questo inserimento a Voi tutti , ma in particolare
alla cara signora Giuliana,
che spero stia godendo di attimi più sereni.

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..........Nel pomeriggio uggioso di sabato 19 giugno, con visita organizzata e condotta da una bravissima guida  ho visitato

la MOSTRA DEDICATA A RUBENS ED I FIAMMINGHI a Villa OLMO - COMO.







Per coloro che sono vicini consiglio vivamente di NON perderla per la maestosità delle opere proposte, ma anche per la villa che accoglie la mostra .
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“La mostra di Villa Olmo - commenta il curatore Sergio Gaddi - celebra la genialità e la modernità di uno dei maestri assoluti della pittura, una personalità che dopo quattrocento anni continua a sorprendere per la potenza grandiosa ed esuberante del segno che ha reso universale il Barocco europeo.

Rubens è sempre contemporaneo perché fissa nel tempo l’ideale della bellezza classica e riesce a dare la vita alle sue figure attraverso la luce e il colore.
La sua pittura è una festa per l’anima e per gli occhi, e le opere esposte a Como raccontano la ricerca della perfezione nell’esperienza rubensiana e permettono al visitatore un viaggio appassionante nell’epoca d’oro della pittura fiamminga del Seicento”.

TUTTO,MA PROPRIO TUTTO SU RUBENS QUI :







ALCUNE ECCELSE OPERE CHE HO POTUTO AMMIRARE IN MOSTRA





BOREA RAPISCE ORIZIA




TIGRE CHE ALLATTA I CUCCIOLI




BACCANALE



LE TRE GRAZIE






VENERE IN GLORIA ADORATA DAGLI ANGELI 

sono solo un esempio delle stupendissime  opere che vengono proposte in questa mostra.

Non apprezzavo in modo particolare Rubens, ma Vi assicuro che i miei occhi hanno fatto molta fatica a staccarsi da questi splendori .
 Rubens nelle Sue opere si è avvalso moltissimo dell'aiuto dei suoi  allievi. Preparava il bozzetto, dipingeva egli stesso la figure, ma non sempre, e lasciava agli allievi i particolari e gli sfondi .
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(Un po' come fanno oggi i grandi artisti...ormai loro pongono solo la firma ed il lavoro viene effettuato dai lavoranti o meglio dagli artisti che restano nell'anonimato)
che dire....resta la meraviglia di questi capolavori...

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Da brava lecchese e quindi amante del suo lago e di tutto ciò che fa parte di questa bellissima zona della Lombardia, desidero ora postare alcune foto scattate a

Villa Olmo, stupenda villa sul lago di Como,

ora luogo esclusivo di Mostre molto importanti.



(foto da internet)
Il nome le deriva da un olmo colossale, leggendariamente piantato da Plinio il Giovane, che abbelliva in passato il parco della villa.
L'architettura originaria (parte centrale), neoclassica, venne disegnata da Simone Cantoni di Muggio (Canton Ticino) nel tardo Settecento.


Al primo proprietario, Innocenzo Odescalchi, altri ne succedettero che ampliarono l'edificio, aggiungendo le ali, pur non alterandone il volto stilistico.
Tra gli illustri ospiti segnaliamo Napoleone e Garibaldi.
Oggi la villa appartiene al Comune di Como che, dopo restauri, l'ha destinata a sede di manifestazioni culturali.
La facciata principale, rivolta verso il lago di Como consta di una parte mediana (cioè la villa originaria) ritmata da colonne e da lesene e sormontata da terrazza con statue, e da due ali laterali.
La castigata misura dell'esterno si trasforma, nell'interno, in profusione di ornamenti: stucchi, dorature, statue, affreschi di artisti dell'ultimo '700 e del primo '800.






Fra i vari ambienti spicca, per garbo decorativo, il teatrino (1883) con 92 posti e affreschi del Fontana.
Nel parco troviamo un tempietto neoclassico e un piccolo ruscello.

Nel centro del giardino davanti alla villa si innalza una fontana dove si vedono due bimbi che giocano con un mostro marino, opera dello scultore G. Odofrechi.
L'attico è dedicato a una mostra di disegni dell'architetto comasco Antonio Sant'Elia (1886-1916), il primo propugnatore dell'architettura futurista.






( foto di C. Colombo)




se appena potete...visitatela...non Ve ne pentirete.



AUGURI A TUTTE LE GIOVANNA - I GIOVANNI - LE GIANNA ED I GIANNI

 auguri di cuore
a tutti coloro che si chiamano
GIOVANNA  O GIOVANNI  - GIANNA-GIANNI
GIANNINA E GIANNINO - e diminutivi vari
(permettetemi in direttissima su questo mio blog :

A U G U R I (in ordine casuale) 
a GIANNI marito di Nina (non so se è il diminutivo di Giovanni)
a Gianna= Stella (blog che seguo)
alla mamma ed al marito di Lu (blog che seguo)
a Giovanna Garbuio - artista (blog che seguo)
Giovanni - un amico di Firenze
tante Giovanna - ex colleghe
..insomma a tutti quanti  



E DEDICO A LORO QUESTO SPAZIO SCRIVENDO
 DELL'APOSTOLO  DI GESU' PER ECCELLENZA :
SAN GIOVANNI BATTISTA



Giovanni apostolo ed evangelista (Betsaida?, inizio I secolo – Efeso, fine I secolo) è stato un apostolo di Gesù. La tradizione cristiana lo identifica con l'autore del quarto vangelo e per questo gli viene attribuito anche l'epiteto di evangelista.

San Giovanni

Apostolo ed Evangelista
Nascita Betsaida (?), inizio I secolo
Morte Efeso, fine I secolo
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
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Secondo le narrazioni dei vangeli canonici era il figlio di Zebedeo e Salomè e fratello dell'apostolo Giacomo il Maggiore. Prima di seguire Gesù era discepolo di Giovanni Battista. La tradizione gli attribuisce un ruolo speciale all'interno della cerchia dei dodici apostoli: compreso nel ristretto gruppo includente anche Pietro e Giacomo, lo identifica con "il discepolo che Gesù amava", partecipe dei principali eventi della vita e del ministero del maestro e unico degli apostoli presenti alla sua morte in croce.

Secondo antiche tradizioni cristiane Giovanni sarebbe morto in tarda età ad Efeso, ultimo sopravvissuto dei dodici apostoli. Per la profondità speculativa dei suoi scritti è stato tradizionalmente indicato come "il teologo" per antonomasia, raffigurato artisticamente col simbolo dell'aquila, attribuitogli in quanto, con la sua visione descritta nel Libro dell'Apocalisse, avrebbe contemplato la Vera Luce del Verbo, come descritto nel Prologo del suo Vangelo, così come l'aquila, si riteneva, può fissare direttamente la luce solare.

A lui la tradizione cristiana ha attribuito cinque testi biblici: il quarto vangelo, tre lettere e l'Apocalisse. Altra opera a lui attribuita è l'Apocrifo di Giovanni.



San Giovannino

la Madonna con in braccio Gesu e sul lato S.Giovanni
Giovanni Battista è il santo più raffigurato nell’arte di tutti i secoli; non c’è pala d’altare o quadro di gruppo di santi, da soli o intorno al trono della Vergine Maria, in cui non sia presente questo santo, rivestito di solito con una pelle d’animale e con in mano un bastone terminante a forma di croce. Senza contare le tante opere pittoriche dei più grandi artisti come Raffaello, Leonardo, ecc. che lo raffigurano bambino, che gioca con il piccolo Gesù, sempre rivestito con la pelle ovina e chiamato affettuosamente “San Giovannino”.

Ciò testimonia il grande interesse che in tutte le epoche ha suscitato questo austero profeta, così in alto nella stessa considerazione di Cristo da essere da lui definito “Il più grande tra i nati da donna”.

Egli è l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo Apostolo di Gesù perché gli rese testimonianza ancora in vita. È tale la considerazione che la Chiesa gli riserva che è l’unico santo, dopo Maria, ad essere ricordato nella liturgia, oltre che nel giorno della sua morte (29 agosto), anche nel giorno della sua nascita terrena (24 giugno); quest’ultima data è la più usata per la sua venerazione dalle innumerevoli chiese, diocesi, città e paesi di tutto il mondo che lo tengono come loro santo patrono.

Inoltre fra i nomi maschili, ma anche usato nelle derivazioni femminili (Giovanna, Gianna) è il più diffuso nel mondo, tradotto nelle varie lingue; e tanti altri santi, beati, venerabili della Chiesa, hanno portato originariamente il suo nome; come del resto il quasi contemporaneo s. Giovanni l’Evangelista e apostolo, perché il nome Giovanni, al suo tempo era già conosciuto e nell’ebraico Iehóhanan, significa: “Dio è propizio”.

Nel Vangelo di S. Luca (1,5) si dice che era nato in una famiglia sacerdotale, suo padre Zaccaria era della classe di Abia e la madre, Elisabetta, discendeva da Aronne. Essi erano osservanti di tutte le leggi del Signore, ma non avevano avuto figli perché Elisabetta era sterile e ormai anziana.

Un giorno, mentre Zaccaria offriva l’incenso nel Tempio, gli comparve l’arcangelo Gabriele che gli disse: “Non temere Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché sarà grande davanti al Signore” e proseguì nel descrivere le sue virtù, cioè pieno di Spirito Santo, operatore di conversioni in Israele, precursore del Signore con lo spirito e la forza di Elia.

Dopo quella visione, Elisabetta concepì un figlio fra la meraviglia dei parenti e conoscenti; al sesto mese della sua gravidanza, l’arcangelo Gabriele, il ‘messaggero celeste’, fu mandato da Dio a Nazareth ad annunciare a Maria la maternità del Cristo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi anche Elisabetta, tua parente, nella vecchiaia ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile; nulla è impossibile a Dio”.

Maria allora si recò dalla cugina Elisabetta per farle visita e al suo saluto declamò il bellissimo canto del “Magnificat” per le meraviglie che Dio stava operando per la salvezza dell’umanità e, mentre Elisabetta esultante la benediceva, anche il figlio che portava in grembo, sussultò di gioia.

Quando Giovanni nacque, il padre Zaccaria che all’annuncio di Gabriele era diventato muto per la sua incredulità, riacquistò la voce; la nascita avvenne ad Ain Karim a circa sette km ad Ovest di Gerusalemme, città che vanta questa tradizione risalente al secolo VI, con due santuari dedicati alla Visitazione e alla Natività. Della sua infanzia e giovinezza non si sa niente, ma quando ebbe un’età conveniente, Giovanni, conscio della sua missione, si ritirò a condurre la dura vita dell’asceta nel deserto: portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi e il suo cibo erano locuste e miele selvatico.

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio (28-29 d.C.), iniziò la sua missione lungo il fiume Giordano; con l’annuncio dell’avvento del regno messianico ormai vicino, esortava alla conversione e predicava la penitenza. Da tutta la Giudea, da Gerusalemme e da tutta la regione intorno al Giordano, accorreva ad ascoltarlo tanta gente considerandolo un profeta; Giovanni, in segno di purificazione dai peccati e di nascita a nuova vita, immergeva nelle acque del Giordano coloro che accoglievano la sua parola, cioè dava un Battesimo di pentimento per la remissione dei peccati, da ciò il nome di Battista che gli fu dato.

Anche i soldati del re Erode Antipa andavano da lui a chiedergli cosa potevano fare se il loro mestiere era così disgraziato e malvisto dalla popolazione e lui rispondeva: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno e contentatevi delle vostre paghe” (Lc 3, 13).

Molti cominciarono a pensare che egli fosse il Messia tanto atteso, ma Giovanni assicurava loro di essere solo il Precursore: “Io vi battezzo con acqua per la conversione, ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non sono degno neanche di sciogliere il legaccio dei sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”. E alla delegazione ufficiale, inviatagli dai sommi sacerdoti, disse che egli non era affatto il Messia, il quale era già in mezzo a loro aggiungendo “Io sono la voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia”. Anche Gesù si presentò al Giordano per essere battezzato e Giovanni quando se lo vide davanti disse: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato dal mondo!” e a Gesù: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” e Gesù: “Lascia fare per ora, poiché conviene che adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì e lo battezzò e vide scendere lo Spirito Santo su di Lui come una colomba, mentre una voce diceva: “Questo è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”. Da quel momento Giovanni confidava ai suoi discepoli “Ora la mia gioia è completa. Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3, 29-30).

La sua principali eventi della vita e d9 Gesù prese ad iniziare la sua predicazione: aveva formato il gruppo degli apostoli e discepoli ed era seguito da una gran folla; Giovanni aveva predicato proprio per questo: preparare un popolo degno che accogliesse Gesù e il suo messaggio di Redenzione. Aveva operato senza indietreggiare davanti a niente, neanche davanti al re d’Israele Erode Antipa († 40 d.C.), che aveva preso con sé la bella Erodiade, moglie divorziata da suo fratello; ciò non era possibile secondo la legge ebraica, la “Torha”, perché il matrimonio era stato regolare e fecondo, tanto è vero che era nata una figlia, Salomè.

Per questo motivo un giudeo osservante e rigoroso come Giovanni, sentiva il dovere di protestare verso il re per la sua condotta. Infuriata, Erodiade gli portava rancore, ma non era l’unica perché il Battesimo che Giovanni amministrava perdonava i peccati, rendendo così inutili i sacrifici espiatori, che in quel tempo si facevano al Tempio e ciò non era gradito ai sacerdoti giudaici.

Erode fece arrestare e mettere in carcere Giovanni su istigazione di Erodiade, la quale avrebbe voluto che fosse ucciso, ma Erode Antipa temeva Giovanni considerandolo uomo giusto e santo, preferiva vigilare su di lui e l’ascoltava volentieri, anche se restava molto turbato. Per Erodiade, però, venne il giorno favorevole, quando il re diede un banchetto per festeggiare il suo compleanno invitando tutta la corte ed i notabili della Galilea. Alla festa partecipò con una conturbante danza anche Salomè, la figlia di Erodiade e quindi nipote di Erode Antipa; la sua esibizione piacque molto al re ed ai commensali, per cui disse alla ragazza: “Chiedimi qualsiasi cosa e io te la darò”; Salomé chiese alla madre consiglio ed Erodiade, presa la palla al balzo, le disse di chiedere la testa del Battista. A tale richiesta fattagli dalla ragazza davanti a tutti, Erode ne rimase rattristato, ma per il giuramento fatto pubblicamente non volle rifiutare e ordinò alle guardie che gli fosse portata la testa di Giovanni, che era nelle prigioni della reggia.

Il Battista fu decapitato e la sua testa fu portata su un vassoio e data alla ragazza che la diede alla madre. I suoi discepoli, saputo del martirio, vennero a recuperare il corpo, deponendolo in un sepolcro; l’uccisione suscitò orrore e accrebbe la fama del Battista.

Molti testi apocrifi, come anche i libri musulmani, fra i quali il Corano, parlano di lui; dai suoi discepoli si staccarono Andrea e Giovanni apostoli per seguire Gesù. Il suo culto come detto all’inizio si diffuse in tutto il mondo conosciuto di allora, sia in Oriente che in Occidente e a partire dalla Palestina si eressero innumerevoli Chiese e Battisteri a lui dedicati.

La festa della Natività di S. Giovanni Battista, fin dal tempo di S. Agostino (354-430), era celebrata al 24 giugno, per questa data si usò il criterio, essendo la nascita di Gesù fissata al 25 dicembre, quella di Giovanni doveva essere celebrata sei mesi prima, secondo quanto annunciò l’arcangelo Gabriele a Maria.


FESTE E CELEBRAZIONI 
(vi anticipo...è lunghissimo l'elenco,ma per me è stato interessante scoprirle)

Approfondimenti sulle tradizioni del Solstizio d'Estate Il Solstizio d'Estate e la notte del 24 Giugno o notte di S. Giovanni
Solstizio: dal latino solstiti°u(m), comp. di so¯l so¯lis 'sole' e un deriv. di siste°re 'fermarsi' (perché sembra che il sole si fermi e torni indietro) - Dal dizionario Garzanti.

Il sole in questo periodo sembra fermarsi, sorgendo e tramontando sempre nello stesso punto sino al 24 giugno (per quello invernale il 25 Dicembre) quando ricomincia a muoversi sorgendo gradualmente sempre più a sud sull'orizzonte (a nord per quello invernale).

La notte di S. Giovanni, il 24 giugno appunto, rientra nelle celebrazioni solstiziali; il nome associatogli deriva dalla religione Cristiana, perche' secondo il suo calendario liturgico vi si celebra San Giovanni Battista (come il 27 dicembre S. Giovanni Evangelista).

In questa festa, secondo un'antica credenza il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua): da qui i riti e gli usi dei falo' e della rugiada, presenti nella tradizione contadina e popolare. Non a caso gli attributi di S. Giovanni sono il fuoco e l'acqua, con cui battezzava... una comoda associazione, da parte del cristianesimo, per sovrapporsi alle antiche celebrazioni...

Cosi' nel corso del tempo, c'e' stato un mischiarsi di tradizioni antiche, pagane, e ritualita' cristiana, che dettero origine a credenze e riti in uso ancora oggi e ritrovabili perlopiu' nelle aree rurali.

Qui di seguito vi presento una breve panoramica degli usi popolari legati al solstizio.

I Fuochi di S. Giovanni

I falò accesi nei campi la notte di S. Giovanni erano considerati, oltre che propiziatori anche purificatori e l'usanza di accenderli si riscontra in moltissime regioni europee e persino nell'africa del nord.

I contadini si posizionavano principalmente su dossi o in cima alle colline, e accendevano grandi falo' in onore del sole, per propiziarsene la benevolenza e rallentarne idealmente la discesa; spesso con le fiamme di questi falo' venivano incendiate delle ruote di fascine, che venivano fatte precipitare lungo i pendii, accompagnate da grida e canti.

Come gia' detto sopra i falo' avevano pero' anche funzione purificatrice: per questo vi si gettavano dentro cose vecchie, o marce, perche' il fumo che ne scaturiva tenesse lontani spiriti maligni e... streghe :-) (si riteneva che in questa notte le streghe si riunissero e scorrazzassero per le campagne, alla ricerca di erbe...)

In alcuni casi si bruciava, come per l'epifania, un pupazzo, cosi' da bruciare in effige la malasorte e le avversita'.

Inoltre si faceva passare il bestiame tra il fumo dei falo', in modo da togliere le malattie e proteggerlo sia da queste sia da chiunque vi potesse gettare fatture e malie.

Alcuni usi popolari legati ai falo' di S. Giovanni

Sino a un po' di tempo fa era d'uso in veneto allestire dei Fuochi negli incroci.

A Pamplona in Spagna si usa raccogliere erbe aromatiche da bruciare negli incroci per scongiurare le tempeste e i fulmini.

Anche i Berberi che stanno in nord africa hanno dei festeggiamenti in concomitanza del 24 giugno e per questi accendono dei fuochi che facciano fumo denso per propiziare il raccolto dei campi e per guarire (col fumo) chi vi passa in mezzo.

In una localita' della Germania, vi e' un'usanza a cui partecipa tutta la popolazione dei dintorni. Una grossa ruota di infuocata viene fatta rotolare fino a valle, dove passa il fiume: se la ruota arriva accesa nell'acqua il segno e' favorevole; in caso contrario e' cattivo auspicio.

Chi salta il fuoco è sicuro di non dover soffrire il mal di reni per tutto l'anno.

Gettando erbe particolari (come la verbena) nel fuoco del falo' si allontana la malasorte.

La mattina del 24 Giugno le persone girano tre volte intorno alla cenere lasciata dal falo' e se la passano sui capelli o sul corpo, per scacciare i mali.

La raccolta delle erbe

Le erbe raccolte in questa notte hanno un potere particolare, sono in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro caratteristiche e proprieta' sono esaltate e alla massima potenza.

Le erbe più note da raccogliere nella notte del 24 sono: l'iperico detto anche erba di S. Giovanni; l'artemisia chiamata anche assenzio volgare e dedicata a Diana-Artemide; la verbena protettiva anch'essa e il ribes rosso che proteggeva dai malefici.

Oltre a quelle sopra citate erano anche ricercate: Vischio, SambucoAglio, Cipolla, Lavanda, Mentuccia, Biancospino, Corbezzolo, Ruta e Rosmarino.

Con alcune delle piante sopra citate era possibile fare "l’acqua di San Giovanni": si prendevano foglie e fiori di lavanda, iperico, mentuccia, ruta e rosmarino e si mettevano in un bacile colmo d'acqua che si lasciava per tutta la nottata fuori casa.

Alla mattina successiva le donne prendevano quest’acqua e si lavavano per aumentare la bellezza e preservarsi dalle malattie.

Altre erbe, usate nella medesima maniera davano origine ad altri tipi di acqua di s. Giovanni (ci sono delle variazioni tra regione e regione), che servivano comunque sempre contro il malocchio, la malasorte e le malattie, di adulti e bambini.

Altri usi legati alla vegetazione

Alle prime luci del 24 giugno i contadini che possedevano alberi di noce dovevano andare a legare una corda di spighe di orzo ed avena intrecciate ai tronchi dei loro alberi. In questo modo avrebbero poi raccolto frutti buoni e abbondanti.

In alcune localita' si usa fare il nocino, un liquore a base di noci non mature.

Raccogliere e portare con se un mazzetto di erba di S.Giovanni aiutava a tenere lontani gli spiriti maligni.

Raccogliere 24 spighe di grano e conservarle gelosamente tutto l'anno serviva come amuleto contro le sventure.

Fare un mazzolino di tre spighe di grano marcio o carbone e buttarlo nel fiume liberava dagli animali e dalle piante nocive il grano che si stava per mietere.

La rugiada

La rugiada della mattina di San Giovanni, ovviamente legata all'elemento acqua, ha il potere di curare, di purificare e di fecondare.

Nel nord europa se una donna desiderava molti figli, doveva stendersi nuda (o rotolarsi) nell’erba bagnata. Cio’ anche se voleva bei capelli e una buona salute. Qui da noi c'era piu' l'abitudine di raccoglierla, che di usarla sul momento.

Se volete raccogliere la rugiada, potete stendere un panno tra l’erba, strizzandolo poi il mattino successivo. Oppure scavare una piccola buca, in cui inserirete un bicchiere o un altro contenitore. Sopra di esso poi metterete un telo impermeabile, fissato ai bordi della buca (in alto) e con un foro al centro proprio sopra l’orlo del bicchiere (sul fondo). La rugiada si depositera’ sul telo e scendera’ nel vostro contenitore.

Un altro sistema e' trascinarsi dietro, passeggiando per i campi, il mattino prestissimo, o un lenzuolo o un batuffolo di cotone legato per una cordicella: in questo modo stioffa e/o cotone si inzupperanno della rugiada che poi potrete raccogliere strizzandoli.

Altri usi legati all'acqua

La prima acqua attinta la mattina del 24 manteneva la vista buona.

Recarsi all'alba sulla riva del mare a bagnarsi preservava dai dolori reumatici.

Una leggenda tramanda che vicino al famoso Noce di Benevento, ci fosse un laghetto o un torrente in cui le donne si bagnavano proprio in questa notte, per aumentare la propria fertilita’.

La divinazione

La notte di s. giovanni e' legata a tantissime forme di divinazione, utilizzando come base acqua e/o piante. Le divinazioni piu' famose vertevano sull'indovinare qualcosa del proprio futuro amoroso e matrimoniale.

Qui di seguito eccone alcune:

Le ragazze da marito, se vogliono conoscere qualcosa sulle loro future nozze, dovranno, la sera della vigilia del 24 giugno, rompere un uovo di gallina bianca e versarne l'albume in un bicchiere o un vaso pieno d'acqua.

Poi lo prenderanno e lo metteranno sulla finestra, lasciandolo esposto tutta la notte alla rugiada di S. Giovanni.

Il mattino successivo, appena levato il sole, si prendera' il bicchiere, e attraverso le forme composte dall'albume nell'acqua, si trarranno auspici sul futuro matrimonio.

Oltre all'uovo poteva venir impiegato il piombo fuso: versato nell’acqua si raffreddava velocemente e dalla forma assunta si traevano previsioni sul mestiere del futuro marito.

Vi e' anche una versione di questo metodo che al posto del piombo prevedeva l'utilizzo dello zolfo.

Qui invece abbiamo una divinazione con forme vegetali: i cardi. Presi due, di grandi dimensioni gli si bruciacchiava la testa, poi si mettevano in un recipiente sul davanzale della finestra, uno con il capo rivolto verso l’interno, l'altro verso l’esterno. Se al mattino uno dei cardi era ritto sullo stelo, la ragazza interessata entro l’anno si sarebbe sposata; se il cardo era quello interno, con uno del proprio paese, se quello verso l'esterno, allora si sarebbe maritata con uno di fuori.

Un altro sistema con i cardi prevedeva di bruciarne la corolla e lasciarla tutta la notte fuori della casa. Al mattino occorreva osservarla attentamente: se appariva di colore rossastro era segno di buona sorte ma se appariva nera era indice di sicura sfortuna.

C'era anche un sistema con le fave. La sera del 23 le giovani nubili dovevano prendere tre fave: una intera, una sbucciata e la terza rotta nella parte sopra, e metterle sotto il cuscino al momento di andare a dormire. Durante la notte dovevano prenderne una a caso: se prendevano quella intera, buona sorte e ricchezza, la mezza poca sorte e quella sbucciata, cattivo auspicio.

Per terminare questa succinta carrellata di usi legati al solstizio e alla notte del 24 giugno (sono veramente molti, diffusi in tutta italia e oltre), segnalo l'usanza di mangiare le lumache per San Giovanni. Il significato di questo gesto e' legato perlopiu' alle corna delle lumache (che oltretutto simboleggiano la luna e il suo ciclo di crescita/decrescita, rappresentato dalle cornine). Per cui, ogni lumaca mangiata, e quindi cornetto, si ritiene che sia scongiurato un malanno... cosi' come il rischio di "corna" in casa.

Buon Solstizio e buon S. Giovanni


SAN GIOVANNI BATTISTA IN ARTE



Michelangelo Merisi (Caravaggio)
 
 

Leonardo da Vinci




Velasquez




Guido Reni



Nicola Poisson - Giovanni Battista battezza il popolo
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e tante altre ancora....SAN GIOVANNI BATTISTA è STATO MOLTO RAFFIGURATO DA ARTISTI.
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In tante parti d'Italia si festeggia il Santo con feste, processioni, sagre varie. (potrei inserire alcune immagini, ma mi fermo qui)
Questa di San Giovanni dunque non è una celebrazione dunque che passa inosservata.
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Mi rendo conto che ciò che ho inserito è davvero tanto e magare "scappa la voglia" di leggere, ma ritengo che siano descritte delle interessanti curiosità sulla tradizione popolare. 
Se vi va....approfondite...per me è stato un interessante farlo.

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Purtroppo ho appreso solo col TG dell 13.00 in una brutta disgrazia a BARCELLONA
" 12 RAGAZZI SONO RIMASTI TRAVOLTI DA UN TRENO   MENTRE ATTRAVERSANO IL BINARIO. DOVEVA ESSERE UNA GIORNATA DI FESTA PER LORO, STAVANO DIRENGENDOSI VERSO LA SPIAGGIA. 

Mi sono raggelata alla notizia.... 


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