Ho partecipato a questo evento a tema "API" - COLLETTIVA DI MAIL ART
IN ESTONIA
Una bella storia
…e poi succede che nasce un’opera
particolare, nata da una richiesta altrettanto particolare.
Sono in
viaggio sul pullman diretto a Cattolica.
Devo recarmi
a ritirare un premio e, approfittando dell’occasione, ho deciso di concedermi
anche qualche giorno di vacanza.
Durante il
viaggio ricevo un messaggio da un numero che non conosco. La persona dall’altra
parte mi chiede se sono disponibile a realizzare un’opera di formato non
superiore a 40 × 30 cm, raffigurante un soggetto al quale la sua ragazza è
particolarmente affezionata.
La richiesta
mi incuriosisce.
Si tratta
del Lago di Lugano, in Svizzera
e di un particolare orologio che si trova proprio in quella zona, un luogo evidentemente
legato a un ricordo speciale ed a un significato affettivo importante per la
persona che dovrà ricevere il dipinto, ma io, non invadente, non chiedo.
Inizia così
un susseguirsi di messaggi, fotografie, suggerimenti e chiarimenti. Cerco di
capire esattamente ciò che desidera, quali particolari non devono assolutamente
mancare e, soprattutto, quale atmosfera dovrà avere l’opera.
Dopo aver
valutato attentamente la richiesta, arriviamo a una conclusione: sì, l’opera
per me è fattibile.
Prendo
quindi l’impegno di mettermi al lavoro al mio rientro.
Dentro di
me, però, penso che non sarà un lavoro semplicissimo.
Il soggetto
presenta infatti alcuni particolari molto delicati, soprattutto le numerose
scritte presenti sull’orologio. E proprio quelle scritte diventano una piccola
sfida.
Mi chiedo
quale possa essere il modo migliore per realizzarle.
Il
pennarello potrebbe sembrare la soluzione più semplice e immediata, ma,
lavorando su una superficie dipinta ad olio, non mi convince del tutto: nel
tempo potrebbe non dare le stesse garanzie e rischierebbe di compromettere la
qualità e la durata del lavoro.
L’alternativa
è utilizzare un pennello finissimo, intinto direttamente nei colori ad olio.
Ed è proprio
questa la strada che decido di seguire.
Acquisto
così dei pennelli 0 e 00,
strumenti minuscoli che richiedono pazienza, mano ferma e una buona dose di
precisione, ma che mi permettono di affrontare quei piccoli dettagli con la
tecnica che sento più vicina al mio modo di lavorare.
Anche gli
amici esperti pittori a cui mi sono rivolta mi confermano che, per un’opera
destinata a durare nel tempo, questa scelta può essere più appropriata e
soprattutto più pregiata.
E così,
nonostante i tempi ristretti,
come richiesto, mi metto al lavoro.
L’opera
prende forma giorno dopo giorno, particolare dopo particolare. Ci metto tutta
la mia dedizione, la mia attenzione e quella passione che, ogni volta, cerco di
trasferire sulla tela.
Quando
finalmente la considero terminata, rimango con quella mia solita sensazione che
accompagna ogni lavoro che nasce da una richiesta personale: la curiosità di
sapere se ciò che ho realizzato riuscirà davvero a incontrare i desideri di chi
lo ha commissionato.
Credo e
spero che possa soddisfare le aspettative del mio nuovo estimatore, che ha
avuto fiducia nel mio lavoro, ma soprattutto quelle della destinataria
dell’opera.
Propongo
dunque la foto del lavoro ultimato al mio interlocutore e la risposta immediata
è stata di totale approvazione: “Sono
estremamente soddisfatto, complimenti!, Mi piace molto!”. Evviva!
Mi è stato
infatti nel dialogo tra i vari messaggi, che la destinataria è una estimatrice
della pittura impressionista.
Una notizia che, a posteriori, rende questa commissione ancora più interessante
per me, perché mi fa pensare a quanto sia importante, in un’opera destinata a
qualcuno, riuscire non soltanto a riprodurre un luogo o un’immagine, ma anche a
trasmettere emozioni, luce, atmosfera e quella particolare sensibilità che
appartiene a chi osserva.
E forse è
proprio questo l’aspetto più bello del mio lavoro: ogni opera porta con sé una
storia, ma spesso ne racconta anche una nuova.
Questa è
nata da un messaggio ricevuto durante un viaggio in pullman per Cattolica, da
una richiesta arrivata per caso.
Una piccola
storia che, pennellata dopo pennellata, è diventata un dipinto.
E ora non
resta che aspettare il momento in cui l’opera arriverà a destino. Dovranno
passare giorni per l’asciugatura che necessita di tempo e scoprire se,
attraverso i miei colori, riuscirò a regalarle almeno un po’ dell’emozione che
ha spinto il mio interlocutore a
commissionarla.
29 settembre 2026
Essendo stata premiata con la mia opera e la mia poesia presso nella provincia di Lecco, le mie opere sono stata esposte anche Cattolica per le finali regionali Lombardia,
Qui presso il teatro tenda Regina di Cattolica. In questa occasione ho presieduto anche come componente di giuria
Come di consueto, anche quest'anno ho partecipato al concorso collettiva presso
IL monastero AL Lavello, Calolziocorte,
sia nella sezione religiosa, sia nella sezione aesaggio, natura
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