I COLORI..."PENSIERI DELLA MIA MENTE" E LE MIE POESIE..."LA MELODIA DEL MIO CUORE"

In questo mio spazio desidero condividere le mie opere pittoriche, le mie poesie, foto, viaggi, ricette, letture...insomma tutto ciò che ho desiderio di condividere con Voi.

mostra CARLA COLOMBO

mostra CARLA COLOMBO
MOSTRA PERSONALE ...DI SOLE E DI ME presso Centro Florovivaista LA GARDENIA, mbersago, dal 1 dicembre al 7 gennaio Per il quinto anno sarò ospite del centro vivaio LA GARDENIA di Imbersago che per il periodo natalizio arricchirà il proprio spazio di stelle di natale, ciclamini, composizioni ed addobbi vari. Le mie opere saranno inserite in questo splendido contesto e daranno all'insieme atmosfera accogliente e stupendamente accattivante.

31 gennaio 2013

Mostra personale "FIORI...NEI FIORI" - II TAPPA

Continua la mia mostra personale itinerante.
Il nuovo appuntamento è previsto presso 
IL GARDEN ORCHIDEA DI AIRUNO 



PRESENTAZIONE DEL DOTT. S. CARCANO


Prosegue il percorso espositivo delle opere di Carla Colombo raffiguranti solo fiori e campagne fiorite.
Dopo la prima tappa della mostra stallata presso il garden La Gardenia di Imbersago-Arlate,è ora la volta del garden ORCHIDEA DI AIRUNO , un magico e suggestivo centro florovivaistico, ma non solo, della verde Brianza.

La mostra aprirà il primo febbraio e si concluderà il 28 febbraio con apertura tutti giorni rispettando l'orario del Garden : dalle ore 9.00 alle 12.30 -dalle ore 14,30 alle ore 19,30.

Nonostante la Colombo si applica a dipingere svariati soggetti e con diverse tecniche, ha preferito concentrare le opere esposte in un'unica tematica per rendere armonioso l'insieme con i vari spazi che la ospitano. Anche in questa seconda tappa, saranno esposte dunque opere raffiguranti fiori, tanti fiori ....Un connubio di colori in natura con l'espressione artistica.
Le opere sono eseguite principalmente ad olio a spatola, sempre molto luminosi, puliti e solari ed alcuni acquerelli dai colori delicati e raffinati, due tecniche che sono solo un esempio delle tante espressioni artistiche della Colombo che è ormai lanciata nel mondo dell'arte a livello nazionale, ma anche internazionale.
Entro l'anno infatti parteciperà con la Sua arte a tema "paesaggi italiani"ad una mostra itinerante che toccherà alcune sedi museali di Bucarest, Galati, Costanza, Calrarsi in Romania.
In programma altri eventi tutti degni di attenzione.
Dopo l'uscita in ottobre della raccolta di poesie "La melodia del cuore" la Sua arte ha trovato un completamento di emozioni esternate con colori e parole.


Per eventuali info sulla mostra contattare: Carla Colombo tel 039 9920760 - www.artecarla.it



RASSEGNA STAMPA SULLA PERSONALE :

News Comune di Imbersago

Il giornale di Merate 

La Gazzetta di Lecco (di prossima pubblicazione)


La Provincia

on-line

http://www.ilconvivio.org   in comunicati stampa 



di Claudio Bottagisi 







inoltre





29 gennaio 2013

Una splendida sorpresa : Recensione

Lo ammetto, quando ho letto questa recensione che ora Vi propongo, ho avuto le lacrime agli occhi e la mia pelle a metà lettura, ha reagito con la pelle d'oca. Mi sono chiesta : "Ma merito davvero tutto ciò che è stato scritto? "
Non mi aspettavo davvero che le mie poesie accogliessero così tanto plauso da tutti Voi, ma la recensione che mi ha generosamente stilato la prof.ss Maria Scalise di Roma, esperta letteraria,  ha ancora una volta concretizzato questo plauso:




MARIA SCALISI : La melodia del cuore: una “pinacoteca” di Amore e di Bellezza


     Carla Colombo è nata e risiede ad Imbersago (Lecco) nel cuore della verde Brianza. Ella ha fatto della sua vita “Arte e Bellezza”. Pittrice di grande talento, per l’alto valore artistico delle sue opere pittoriche e poetiche, ha ricevuto e continua a ricevere notevoli e numerosi riconoscimenti. Nel 2012 nasce la sua prima e ricca antologia di poesie, raccolte sotto il titolo di “La melodia del cuore”, in cui l’Autrice racconta la sua parte più intima in modo semplice, delicato, quasi come un sussurro.
     Le immagini della natura incorniciano e allo stesso tempo fanno da sfondo ai suoi componimenti, che sgorgano con semplicità dal suo cuore di “Artista”. In tali immagini l’Autrice sa evocare un oltre che le supera. Ogni segno della natura si traduce, nella poesia di Carla, in “simbolo” e più precisamente nel simbolo di quei sentimenti di un’anima che gioisce, che ama, che soffre, che vive, ma soprattutto che mantiene viva ed alta la “luce della Speranza”, che guida il cammino di ogni essere umano, che ormai è sulla strada della verità, della bontà e della bellezza del suo essere, del suo esserci.
     Commuove l’infinita dolcezza della sua lirica, che si fa  i n c o n s a p e v o l m e n t e  “Cantico delle Creature” e lode a Colui che fatto belle tutte le cose. Canto, incanto ed estasi s’intrecciano vicendevolmente in un “abbraccio amoroso”, riproducendo tra una sorta di realtà e sogno “calde visioni” dell’anima, che sanno far ritrovare la “melodia del cuore”, attraverso l’ampio respiro dell’Assoluto. Ogni poesia permette e favorisce una grande “immedesimazione” da parte di qualsivoglia lettore, che non può non ritrovare immagini di “identificazione” nei soggetti e nelle tematiche ideate. L’antologia di poesie di Carla Colombo, in definitiva, è una piccola-grande “pinacoteca d’amore”, in cui passano movimentati, in rassegna, i “quadri dell’anima” dell’Autrice stessa, che racconta ed ama raccontare i suoi sentimenti, le sue emozioni, i suoi valori più radicati, usando bene i “colori della vita” e  “dipingendo la realtà” interpretata da Carla nel modo di chi sa guardare dalla “finestra del proprio cuore”.
     I temi affrontati sono: l’innocenza, l’esperienza, l’amicizia, l’amore, la passione, il desiderio, la ricerca, la natura, la presenza di Dio, la vita, le piccole cose di ogni giorno, i successi, le delusioni, gli ostacoli, le sofferenze, il dolore. In breve, questa raccolta di poesie è come un diario in cui il quotidiano si tinge di diversi colori, si tinge di rosa, di celeste, di giallo, di arancione, di rosso, di nero, di bianco, di verde, di azzurro... L’effetto è vivace e policromo e stimola continuamente l’attenzione, la sensibilità e l’intelligenza dei lettori.
     La poesia di Carla è come un seme, che racchiude l’irresistibile fascino dell’attesa nella speranza. È come un piccolo seme che cresce senza far rumore, quasi in “punta di piedi”, senza che nessuno lo veda...un seme che però, un giorno, inaspettatamente, viene alla luce e produce frutti capaci di indurre al senso dello stupore, della bontà, della bellezza, del meraviglioso in ordine alla realtà creata: il cielo, la terra, il mare, il vento, il fuoco, il sole, gli alberi, gli animali, ogni elemento descritto, anche il più semplice, è motivo per trascendersi in ben altri orizzonti, gli orizzonti dello Spirito, di un’intelligenza e di una volontà che si stupisce e viene pervasa, godendone, dall’Incomparabile Bellezza.
     Il filo logico-conduttore che caratterizza la lirica della poetessa di Imbersago si può e si deve individuare nel tema della “Speranza”. Emerge costantemente la “speranza sempre accesa”, nonostante i desolanti momenti in cui anche la Bellezza tace, come nel momento in cui la poetessa subisce la grave ed insostituibile perdita della sua amatissima madre, di Colei che l’ha concepita ed educata alla Bellezza. Il dolore è quasi insostenibile, ma il filo della vita non è stato spezzato. Alla madre Carla dedica la poesia “Non ti ritroverò nel mio Natale”, commovente, tragica, speranzosa.
     Il celebre poeta Francesco Baldassi, nella postfazione al volume, così si è espresso su Carla Colombo: “possiede il dono della spontaneità e del meraviglioso. Infatti la sua è parola che nomina le cose e le emozioni, le quali affiorano dall’interiorità, e colmano la sua fantasia creatrice, che chiama e descrive il mondo, manifestando lo stupore avvolgente di esse e della stessa esistenza, nella sua essenzialità (...) questa poesia tende, come istanza prioritaria, alla espressione di un mondo interiore, ricco di intuizioni ed eventi, come in un diario quotidiano, volto allo scorrere della propria esistenza ed alle articolazioni di uno spirito legato alla affermazione della bellezza e dell’autenticità delle cose e del loro valore. È quanto ci avvince e ci lega al mondo di Carla Colombo, nel nostro bisogno di verità”.
     Il segreto della riuscita di questa antologia di poesie è la “chiave di lettura” offerta: una proposta “estetica” che s’incarna come in un segreto, il segreto di una riuscita “spirituale”, “morale”, con la quale si è aiutati, in definitiva, a coltivare, maturare, sviluppare una spiritualità forte, nuova e concreta. Emerge, così, la forza della riflessione, il soffio contemplativo e la sensibilità artistica e mistica di Carla, che permette ad ogni lettore di avvicinarsi alle radici dell’Interiorità, offrendo sentieri di riflessione infiniti, originali, belli sui variegati aspetti della nostra esistenza.
     In Carla la “penna” diviene “pennello” e nel suo “quadro della vita” si baciano per sempre il cielo e la terra: è in questo bacio che si può udire l’armoniosa ed inconfondibile “melodia del cuore”.

dott.ssa Maria Scalisi
gennaio 2013
--
trovate tutto sulla mia raccolta di poesia :
http://www.artecarla.it  alla voce La melodia del cuore 
http://lavostraarte.blogspot.it/2012/11/la-melodia-del-cuore.html
--
Ringrazio moltissimo la dott.ssa Scalisi che mi ha onorata con queste recensione :  mi ha trovata basita ed incredula, ma colma di tanta gioia. 
--
...e giusto per non perdere l'abitudine Vi lascio un "poesia", non so se ritenerla tale, uno scritto   semplice-semplice, come un gioco di parole, che però secondo me può avere un profondo significato (non fa parte della raccolta di poesie qui sopra recensita) 


foto di Carla Colombo


Da sempre 

Ho sempre amato
il sorriso il sincero
ed ho sempre pensato
che dietro al sorriso
ci fosse un’anima bella,
ma ho scoperto col tempo
che dietro al sorriso   
l’anima bella è solo
la mia"
riflessa nel suo sorriso.

Oh! delusione...

Carla Colombo 
25 gennaio 2013

tutti i diritti riservati di Carla Colombo 

27 gennaio 2013

Il mio sguardo....

Vi lascio il mio BUONA SETTIMANA 
... con un'opera terminata qualche giorno fa..


opera : Il mio sguardo... oltre - olio a spatola su tela - dim. cm 50x40 - anno 2013



Lettura dell'opera da parte del dott. Aracri 
                                             
Paesaggio lacustre, arioso, ben costruito, con una poetica amorevolezza della luce che corre lungo la tela sfiorando le acque, gli alberi per disperdersi nel cielo.
Una prova di bravura, di gusto e di sentimento, un segno di freschezza creativa sostenuta da una tavolozza duttile, una trascrizione naturalistica  serenamente concretizzata nella visione delle cose e sostenuta da una semplice spatola che rivela la semplicità dell’artista. 
Colori che le sono congeniali ma sempre nuovi , brillanti che si lasciano amare da occhi puliti e che ci trascinano in angoli di quiete di un mondo a volte sognato ma sempre riconoscibile attraverso l’emozione vera che ogni sua opera trasmettono, perchè questa artista ama soprattutto  la luce e i colori che riporta sulla tela penetrando aspetti che solo il suo sguardo coglie e che  ci riporta in un racconto che va appunto oltre lo sguardo.

27 gennaio 2013
dott.R.Aracri 

tutti i diritti sono riservati di Carla Colombo 



26 gennaio 2013

27 gennaio - Il giorno della memoria

Sono molto contenta di essere una cittadina del comune di Imbersago, per tanti motivi, che ho già avuto modo di dire, ma lo sono anche per le attenzioni che sempre l'amministrazione comunale con l'egr. sig. Sindaco Giovanni GHISLANDI ed in particolare l'assessore alla cultura Sig.ra Giovanna RIVA, insieme al circolo ARCI,  dedica  a queste purtroppo "speciali" ricorrenze.
Anche quest' anno all'entrata del palazzo comunale fresco fresco di restauro, di Via Castelbarco, (che tra l'altro è il posto esatto dove espongo i miei quadri durante il mercato del'antico ogni terza domenica del mese) è stato istallato uno striscione :

recante questa scritta 




Inutile credo postare altro materiale, già questo dice tutto, di quanto sia importante 
ricordare per non dimenticare. 
Vi lascio ad altri post degli anni precedenti dove avevo parlato in modo più dettagliato di questa triste ricorrenza, dando anche il mio contributo artistico.  




25 gennaio 2013

Visita - Museo Teatrale del teatro alla Scala di Milano


Giornata di sole "di gennaio", cielo limpido, temperatura quasi di marzo...ed io, sempre con la mia compatta che instancabile documenta.
Accompagnata da Monica, una guida veramente molto documentata che mi ha saputo regalare quattro ore di ascolto interessato fra aneddoti, informazioni tecniche e storiche ho avuto l'opportunità di visitare
 IL MUSEO TEATRALE DEL TEATRO ALLA SCALA DI MILANO 

Ecco il bellissimo DUOMO che non mi stanco mai di vederlo..ora stanno lustrando la madonnina....

Palazzo Marino - sede del Municipio 
 Entrata al Museo nella piazza di fronte al palazzo Marini 
 La scala all'accesso ricca di poster giganti delle varie locandine storiche di opere 
Il salone adiacente al museo e all'entrata del teatro 

tutto qui :



dal salone e da uno dei palchi durante le prove 


proseguo....con foto sul museo...teatrale del Teatro alla SCALA 

IL museo ripercorre la storia del celebre teatro nel tempo, attraverso un'ampia collezione di ritratti, cimeli, busti, documenti, locandine:
Durante la visita abbiamo avuto la possibilità, come da foto sopra postate, di ammirare la sala del teatro recentemente restaurata.

STORIA DEL MUSEO 

La storia del Museo Teatrale alla Scala inizia nel 1911, quando intorno ad un tavolo nel Teatro alla Scala si riunirono il Duca Uberto Visconti di Modrone, il prof. Lodovico Pogliaghi, il compositore e librettista Arrigo Boito, il corrispondente de "Il Secolo" signor Borsa, il senatore Mangili, il conte Leopoldo Pullè e il dottor Ettore Modigliani, direttore della Pinacoteca di Brera.
Chi erano questi uomini? Erano tra i personaggi più in vista della Milano di quegli anni, quasi tutti esponenti del ricco panorama culturale cittadino e, se non altro per passione, legati al Teatro alla Scala. La decisione da prendere attorno a quel tavolo riguardava l'acquisto della collezione teatrale dell'antiquario Giulio Sambon che a Parigi veniva messa all'asta nei primi giorni di maggio di quell'anno. Essa avrebbe potuto dare vita al nucleo originario di una vasta collezione teatrale alla cui costituzione il mondo intellettuale milanese legato al Teatro alla Scala guardava con attenzione da molto tempo, sin dai primi anni del secolo.


L'asta della preziosa collezione era però imminente: come trovare i fondi necessari in una sola settimana? Coll'aiuto del governo e di 50 cittadini, che sottoscrissero ognuno una quota di 5.000 lire dell'epoca, dopo una serie di rocambolesche avventure per strappare la collezione al miliardario americano J.P. Morgan, il sogno divenne realtà e la collezione venne consegnata alla città di Milano.



Il Museo fu ufficialmente aperto l'8 marzo 1913 nell'ex Casino Ricordi annesso al Teatro alla Scala con una cerimonia solenne. A quel nucleo iniziale, costituito dalla collezione Sambon, si sono aggiunte negli anni numerose donazioni e acquisti che rendono a tutt'oggi la collezione del Museo tra le più ricche e invidiate del mondo. Tra i depositi vanno segnalati quello della Casa di riposo per musicisti fondazione Giuseppe Verdi, oltre a quelli pubblici. Al Museo è annessa la Biblioteca, fondata nella sua conformazione attuale con i 40.000 volumi donati dall'autore e critico delCorriere della Sera Renato Simoni nel 1952, che volle fosse dedicata a sua madre Livia, continuamente arricchita e aggiornata.  


 alcune immagini dei tesori conservati, ma sono solo una parte perchè il museo offre moltissimo




 Giuseppe Verdi 




Maria Callas 
Renata Tebaldi 

e tanto tanto altro!


Il teatro alla Scala. all'uscita 

 e come si presentava la Galleria alle ore 18.30
e la luna...con Leonardo davanti a Palazzo Marini, ci accompagna e ci saluta
Ciaooo Leonardo...alla prossima, ora torno a casa.

tutto sul museo qui:
http://www.teatroallascala.org

(foto di Carla Colombo - tutti i diritti sono riservati) 

24 gennaio 2013

Viviamo spettinati - acquarello


Stamani vorrei regarlarVi questo scritto, che non è mio ma che ho letto  postato (e purtroppo non mi ricordo da chi) su Facebook...che ho trovato molto ma molto carino e per quel che mi riguarda molto pertinente ad alcuni momenti di vita :
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Da qualche tempo, ho imparato che bisogna lasciare che la vita ci spettini, perciò ho deciso di vivere la vita con maggiore intensità. Il mondo è pazzo. Decisamente pazzo.
Le cose buone, ingrassano. 
Le cose belle, costano. 
Il sole che ti illumina il viso, fa venire le rughe. 
E tutte le cose veramente belle di questa vita, spettinano
Fare l'amore, spettina. 
Ridere a crepapelle, spettina. 
Viaggiare, volare, correre, tuffarti in mare, spettina. 
Toglierti i vestiti, spettina. 
Baciare la persona che ami, spettina. 
Giocare, spettina. 
Cantare fino a restare senza fiato, spettina. 
Ballare fino a farti venire il dubbio se sia stata una buona idea metterti i tacchi alti stanotte, ti lascia i capelli irriconoscibili 
.. Quindi, ogni volta che ci vedremo, avrò sempre i capelli spettinati. 
Tuttavia, non dubitare che io stia vivendo il momento più felice della mia vita. 
E' la legge della vita: sarà sempre più spettinata la donna che scelga il primo vagoncino sulle montagne russe di quella che scelga di non salire.
Può essere che mi senta tentata di essere una donna impeccabile, pettinata ed elegante dentro e fuori. 
Questo mondo esige bella presenza: pettinati, mettiti, togliti, compra, corri, dimagrisci, mangia bene, cammina diritta, sii seria.
Ecco la raccomandazione a tutte le donne: Abbandonati, 
Mangia le cose più buone, Bacia, Abbraccia, Balla, Innamorati, Rilassati, Viaggia, Salta. 
Vai a dormire tardi, Alzati presto, Corri, Vola, Canta, Fatti bella, Mettiti comoda, Ammira il paesaggio. 
Goditela e, soprattutto, lascia che la vita ti spettini!!!! 
Il peggio che può succederti è che, sorridendo di fronte allo specchio, tu debba pettinarti di nuovo!

---
spettinatiVi dunque nel nuovo risveglio!

E spero di regarlarVi ancora un buon risveglio al nuovo giorno con questi miei acquerelli 


opera : annuncio di primavera 2 - 2013 
/in realtà non è così azzerrato, la foto è un disastro)



opera : annuncio di primavera 2 - 2013 
/in realtà non è così azzerrato, la foto è un disastro)



tutti i diritti sono di Carla Colombo

22 gennaio 2013

Fiori...di sole

Il mio amico Giuseppe qualche mese fa mi ha portato allo studio  una splendida cornice ovale antica, tra l'altro un ricordo di una persona cara, dicendomi che gradiva un dipinto in tale cornice  a mia totale discrezione ed ispirazione.

Poichè durante la mostra personale della fine dell'anno scorso, a Giuseppe aveva molto colpito un'opera che raffigurava un rame di mimosa con al centro un tulipano...ricordandomi di questa Sua folgorazione ho pensato bene di ripetere gli stessi fiori, logicamente dando un'impostazione diversa , i tulipani sono diventati tre  anzichè uno solo  e la mimosa si è arricchita. 
Finalmente  dopo quasi forse 6-7 mesi, forse anche di più,  ecco che l'ispirazione è arrivata....et voilà

sul cavalletto 


opera in cornice 

opera - BOUQUET DI SOLE - olio a spatola su tavola di legno - dim. cm. 40x30 - anno 2012 - n.d. 

Giuseppe mi ha già confermato che è entusiasta e che è di Suo gradimento
....Voi che ne dite?
devo dire che la foto ha sparato sul rosso dei tulipani..in effetti dal vero ci sono i colori più chiari nella luce.
credo che ci stia bene questa poesia che scrissi qualche anno fa

GIALLO E ROSSO - ROSSO E GIALLO 


Nel caldo meriggio
di un giorno qualunque
ho colto un fiore
il più bello,
e di essenze
il più profumato
…  e giallo,
giallo luminoso
nato dal raggio di sole.

In segreto lo conservo
fra le pagine
di un libro d'amore
che sfoglio
al cader della bruma
sulle acque silenti
del mio fiume.

I miei occhi stanchi
sfioriranno di nostalgia
per quel fiore
il più raro
e di colore
il più prezioso
… e rosso
rosso fiammante
come il frutto che non colsi.


Carla Colombo
16 giugno 2008

tratta dalla raccolta "LA MELODIA DEL CUORE"
edita BOOK SPRINT EDIZONI - ottobre 2012

tutti i diritti sono di Carla Colombo 

21 gennaio 2013

Eremo di sant'Alberto di Butrio

Qualche mese fa   Vi avevo accennato della visita alla Certosa di Pavia e mi ero riservata di parlarVi di un altro stupendo angolo colmo di misticità e quiete.

Se capitate dunque da quelle parti Vi consiglio caldamente di visitare:

L'EREMO DI SANT'ALBERTO DI BUTRIO

 L'eremo di Sant'Alberto di Butrio, sorge fra primi rilievi dell'Appennino Ligure, nella Valle Staffora dell'Oltrepò Pavese, in provincia di Pavia, in frazione Butrio del comune di Ponte Nizza, a 687 metri s.l.m., isolato in una chiostra di monti, tra verdi pascolicastagniquerceabeti.

La costruzione dell'eremo venne iniziata dallo stesso sant'Alberto, forse del casato dei Malaspina, che nel 1030 andò ad abitare insolitudine nella vicina valletta del Borrione, ove tuttora vi è una piccola cappelletta a lui dedicata.



Avendo guarito miracolosamente un figlioletto muto del marchese di Casasco (Malaspina), questi in segno di riconoscenza gli edificò unachiesa romanica dedicata alla Madonna in cui sant'Alberto ed i suoi seguaci eremiti potessero celebrare l'Ufficio divino. Costituitisi incomunità, gli eremiti edificarono il monastero di cui rimane attualmente un'ala: il cosiddetto chiostrino ed il pozzo.
A capo della comunità venne eletto sant'Alberto, che rimase abate fino al 1073, anno della sua morte. Nel frattempo l'eremo, alle dirette dipendenze del Papa, era assurto a grande potenza sia spirituale che temporale. Molte erano le celle e le dipendenze dell'eremo, situate nelle attuali province di PiacenzaPaviaAlessandria e Genova.
Dopo la morte di sant'Alberto, l'eremo crebbe ancora in potenza e numero di monaci tanto da divenire un centro spirituale di una vastissima zona. Ospitò illustri personaggi ecclesiastici e laici tra cui il fuggiasco re d'Inghilterra Edoardo II Plantageneto che ancor prima si era nascosto nel Castello di Melazzo vicino ad Acqui Terme: un documento del 1877 attesta, senza ombra di dubbio, che il re morì e fu sepolto inizialmente in questo Eremo. Si ritiene inoltre che vi abbiano soggiornato anche Federico Barbarossa e Dante Alighieri.
I monaci seguivano la regola benedettina, secondo la riforma di Cluny o la revisione bobbiense, mantenendo tuttavia sempre viva l'antica vocazione eremitica.
Verso la metà del XV secolo, con l'avvento degli abati commendatari, l'eremo incominciò il periodo di decadenza.
Nel 1516 papa Leone X unì l'abbazia a quella di San Bartolomeo in Strata di Pavia.
Nel 1543 gli ultimi monaci (olivetani) lasciarono l'eremo per trasferirsi altrove. Vi rimase solo un sacerdote addetto alla cura delle anime. Nel 1595 la chiesa di Sant'Alberto fu eretta a parrocchia. Seguirono tre secoli di quasi abbandono totale, durante i quali il monastero e parte della torre furono distrutti. Con l'avvento delle leggi napoleoniche, nel 1810, l'eremo fu soppresso e requisito dal governo.


 Il complesso del fabbricato dell'eremo si compone della chiesa parrocchiale di Santa Maria, che è quella originaria edificata da sant’Alberto, e di tre oratori adiacenti e comunicanti: quello di sant'Antonio di forma trapezoidale, situato appena dentro la porta d'ingresso, che appare tutto affrescato; segue la cappella del SS.mo che si identifica come navata di sinistra per chi guarda l'altare, e infine la chiesa di Sant'Alberto sulla destra sempre per chi guarda l'altare.
Sotto un certo aspetto è quest'ultima la più importante, perché in essa vi fu sepolto sant'Alberto dopo la morte, perché vi si conservano tuttora le sue due tombe e le sue ossa, e infine perché in essa sono stati eseguiti i più pregevoli affreschi dell'eremo. La più antica di queste chiese è quella di Santa Maria, edificata da sant'Alberto con l'aiuto del Marchese Malaspina, verso l'anno 1050. Segue quella intitolata a sant'Alberto sorta prima della sua morte o subito dopo.
Contemporanea a questa dovrebbe essere quella chiamata recentemente Cappella del Santissimo. Nel 1300 sorse poi la chiesetta di Sant'Antonio, forse al posto di una tettoia o pronao. Così, pure nel 1300, cioè nel periodo di maggior potenza e fulgore dell'eremo, venne costruita la torre ora mozza.
Tutti gli affreschi sono del 1484, dipinti da luglio a settembre, e non recano firma. Fino a tempi recenti furono attribuiti alla scuola dei fratelli ManfredinoFrancischino Boxilio di Castelnuovo Scrivia. Ora vi è la tendenza di attribuirli ad un monaco pittore che per umiltà avrebbe voluto conservare l'anonimato. Si suppone che molti affreschi, specialmente nella chiesa di Santa Maria, siano andati perduti nel corso dei secoli per insulsi restauri.
La chiesa di Santa Maria è stata restaurata, riportandola all'aspetto primitivo, nel 1973, in occasione del nono centenario della morte di sant'Alberto. Nello stesso anno sono state eseguite le scalinate nel sagrato dell'eremo ed altri lavori.




notizie prelevate da WIkipedia.
foto di Carla Colombo 

19 gennaio 2013

Par-condicio in poesia


Qualche tempo fa dedicai a mio padre la poesia "...e te ne andavi"
che secondo me è la più bella poesia che  ho scritto, nata come un flash in una sera d'inverno, mentre il mio sguardo si perdeva fuori dalla finestra. Mi sembrò per un attimo  di vedere ancora mio padre scendere lungo la strada che portava a casa sua dopo cena. Papà rimase vedevo ed allora per cinque anni dividevamo la sua presenza tra me e mia sorella. 
In un attimo nacque così questa  lirica che nel tempo mi ha dato tante soddisfazioni nei concorsi, ma anche personali. 
Mi sono sentita un poco in colpa con la mamma, perchè non sono più riuscita ad eguagliare la bellezza di questa poesia seppure a Lei abbia  dedicato nel tempo tante poesie. 
Ci riprovo, quasi scopiazzando la precedente, ma riuscendo a vedere ancora la Sua costante presenza su quella sedia diventata sbiadita nonostante fosse coperta da un cuscino: 


….e te ne stavi



… e te ne stavi
con  luce fioca 
che cadeva dagli occhi,
sulla solita sedia raccolta
nell’angolo della vecchia cucina. 
Sullo sgabello  i piedi
stanchi del giorno
e la coperta di avanzi di lana
dai colori brillanti
copriva le ginocchia infreddolite.

… e punto dopo punto
con filo  sottile
lentamente sfilavi  con cura
dall’uncinetto ricurvo
candide trine preziose.
La telenovela alla tivù
raccontava di storie d’amore
e la luce tremula dall’alto
nascondeva agli occhi stanchi
il piccolo errore del punto.

… e riga dopo riga
intrise di amore
 splendevano ogni giorno
trine preziose di candido pizzo
cucite al tessuto di lino.
Tesori pregiati avvolgevi
che nascevano lunghe le sere
mentre fuori la neve
nell’annuncio della notte silente
cadeva come latte di nuvole.

… e se il sonno tarda a venire
 il divano è ristagno del cuore,
stringo forte il cuscino
imbottito di piume
e cesellato di bianco filet

… e con il tuo viso 
che ho dentro di me 
dormo serena …
… e sei qui...
ancora con me, mamma.

Carla Colombo
28 dicembre 2012 

(tutti i diritti riservati di Carla Colombo)



il cuscino confezionato dalla mia mamma  che stringo, quando non riesco a prendere sonno
 (succede alle vecchiarelle)
(mi riservo qualche modifica alla poesia---tutte le volte  che rileggo sistemo o correggo qualcosa..uffolina)