I COLORI..."PENSIERI DELLA MIA MENTE" E LE MIE POESIE..."LA MELODIA DEL MIO CUORE"

In questo mio spazio desidero condividere le mie opere pittoriche, le mie poesie, foto, viaggi, ricette, letture...insomma tutto ciò che ho desiderio di condividere con Voi.

mostra CARLA COLOMBO

mostra CARLA COLOMBO
Ospite del CENTRO CULTURALE GABRIO CASATI di Muggiò e del ristorante-pizzeria "DA GIANCARLO" di Muggiò, espongo alcune mie opere dal 5 ottobre al 7 novembre 2017 - L'inaugurazione, accompagnata da un dopo cena e da un omaggio artistico, sarà presentata dal presidente dell'associazione Nazzareno Proietto e saranno declamate alcune mie poesie tratte da "La melodia del cuore" dall'attrice artista Giovanna Barnoffi. Vi aspetto per passare una serata in compagnia e senza tanti formalismi.

18 marzo 2010

mostra " GIORGIONE " - MUSEO CASA GIORGIONE

DAL 12.12.2009
AL 11.04.2010

presso il museo casa GIORGIONE
a Castelfranco Veneto

G I O R G I O N E
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nessun destino di poeta comparabile al suo, in terra.
Tutto, o quasi, di lui s'ingnora; e taluno giunge a negare la sua esistenza.
Il suo nome non è scritto in alcuna opera; e taluno non gli riconosce alcuna opera certa.
Pure, tutta l'arte veneziana sembra infiammata dalla sua rivelazione...
Gabriele D'Annunzio (il fuoco) 1898
Biografia di Giorgione

(1477 ca - 1510)
Poco o nulla si sa della vita di Giorgione, primo grande pittore veneto del Cinquecento.

Le date di nascita e di morte vengono tramandate dal Vasari, il quale descrive nelle sue "Vite" l'uomo, l'artista ed alcune caratteristiche della sua opera. Seppure sia incerto dove il Vasari avesse preso le informazioni sulla vita del misterioso pittore, la data di nascita, il 1477, sembra verosimile. Essa corrisponde, infatti, al periodo in cui Giorgione presumibilmente lavora a Venezia, nella compagine culturale di fine '400.

Nulla si sa del suo cognome: egli è conosciuto solo come Giorgio, in veneto Zorzo o Zorzi, da Castelfranco Veneto, luogo di nascita. Pare che l'accrescitivo del nome, Giorgione, gli venga attribuito dal Vasari "dalle fattezze della persona e dalla grandezza dell'animo". Lo storico parla dell'artista come "nato d'umilissima stirpe", fatto che pare essere smentito da Carlo Ridolfi ne "La Maraviglia dell'arte" (1648), ove si scrive che "Giorgione nascesse in Vedelago d'una delle più comode famiglie del contado, di Padre facoltoso".

Certo è che il pittore trascorre una vita agiata, frequentando circoli nobiliari, allegre brigate, molte belle donne. E' celebre in vita, adorato dai collezionisti d'arte, protetto dalle famiglie veneziane dei Contarini, Vendramin, Marcello, che acquistano le sue opere e le ammirano nel segreto dei propri salotti. E' questa una delle motivazioni principali della scarsità di notizie sull'artista e anche della difficoltà di attribuzione per lunghissimo tempo da parte storici dell'arte.



HO VISITATO CON MOLTO INTERESSE LA MOSTRA
E DESIDERO SCRIVERE SU DI ESSA.
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un territorio ricco quellod Castelfranco ricco di arte e cultura dove, in un raggio di pochi chilometri - in quello che si può definire un vero "trinagolo d'oro - si possono ammirare le opere di tre grandi maestri della scultura, dell'architettura e della pittura : PALLADIO, CANOVA, E GIORGIONE.
A Castelfranco Veneto si trovano le due opere fondamentali dell'eredità del Giorgione :

LA PALA  conservata nel Duomo ;

(vi consiglio di curiosare in internet...sulle anomalie di questa opera ; la prospettiva, lo sfondo, gli occhi dei protagonisti non diretti al fruitore, i gradini che si appoggiano sul prato del verde... ecc ecc...forse tanti errori voluti??? )

e la casa quattrocentesca che ha ospitato il suo pensiero ed il suo lavoro, diventato ora, dopo un accurato restauroè diventato  il Museo Casa Giorgione. (sopra postata)

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UNA MOSTRA SENZA UGUALI

(così viene definita sul deplian di promozione)

A Castelfranco rivive lo spirito di Giorgione
A 500 anni dalla sua morte, la città natale dedica all'affascinante pittore un eccezionale evento espositivo, capace di riunire un nucleo incredibile di capolavori del Maestro, morto giovanissimo a poco più di 34 anni ( peste-o forse di sifilide!?)
18 dipinti attribuiti dalla critica al grande GIORGIONE, più della metà del lavori generalmente ricondotti a lui, giungeranno a Castelfranco Veneto nell'occasione -
dalla

TEMPESTA



giunta dalle GALLERIE DELL'ACCADEMIA DI VENEZIA

alle

TRE ETA'



DA PALAZZO PITTI

DAL

TRAMONTO



DELLA NATIONAL GALLERY DI LONDRA

ALLA

MADONNA COL BAMBINO

 

DELL'ERMITAGE .

affiancati in un percorso espositivo emozionante, a oltre 100 opere dei maggiori artisti del tempo come Bellini, Durer, Perugino, Cima da Conegiano, Sebastiano del Piombo, Tiziano e Raffaello.

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in questo contesto non è esposta l'opera stupenda
ma così tanto misteriosa sulla sua realizzazione
della

VENERE DI DESDRA

poichè la richiesta per il prestito è stato altissimo ed il comune di Castelfranco
 non è stato in grado di affrontare l'enorme spesa.

Sono riuscita a fotografare un falso
esposto presso la
STUPENDA VILLA PATRIZIA
CA' MARCELLO
della quale Vi parlerò più avanti.







La Venere dormiente, nota anche come Venere di Dresda, è un dipinto ad olio su tela di Giorgione, uno dei maestri del Rinascimento italiano. È generalmente accettata la teoria secondo cui il paesaggio e il cielo sono opera di Tiziano, che li completò dopo la morte di Giorgione nel 1510, come per primo scrisse Vasari[1]. Si trova presso la Gemäldgalerie di Dresda.
Il dipinto, uno degli ultimi lavori di Giorgione, ritrae una donna nuda il cui profilo sembra seguire quello delle colline sullo sfondo. Giorgione si impegnò molto nella realizzazione dei dettagli sullo sfondo e delle ombre. La scelta come soggetto di una donna svestita segnò una rivoluzione nell'arte, ed è considerata da molti critici uno dei punti d'inizio dell'arte moderna. Il quadro rimase incompiuto alla morte di Giorgione: il paesaggio e il cielo furono terminati da Tiziano, che in seguito dipinse la simile "Venere di Urbino". Sottili implicazioni erotiche si trovano nel braccio alzato di Venere e nel posizionamento della sua mano sinistra sul suo inguine. Le lenzuola sono dipinte in argento, un colore freddo che Giorgione preferì alle tonalità calde comunemente usate per i tessuti; sembrano inoltre rigide, se paragonate a quelle dipinte in opere simili di Tiziano o Velázquez. Il paesaggio è in armonia con le curve del corpo della donna, il quale instaura una relazione ancor più forte con ciò che lo circonda, divenendo oggetto organico e naturale.



qualche immagine di Castelfranco


un quartiere


il duomo

Palazzo comunale di fronte al Duomo





parte delle mura di cinta- il castello


interni del teatro al museo Giorgione




Inutile dirVi che per chi ne ha la possibilità è consigliabile senz'altro visitare la mostra.
Castelfranco inoltre offre la possibilità di passare una giornata in serenità, essendo una cittadina a misura d'uomo. Si passeggia nel verde adiacente al castello, e per i buongustai si "mangia pure ottimamente".Non dimenchiamoci che è la patria del radicchio e dell'asparago bianco, quindi  i primi sono spesso a base di questi ortaggi. (io ho assaggiato : Maccaroni follenghiani alla Trevigiana + risotto alle erbette primaverili). Spalla di vitello con aparagi e patate al forno, Golosessi castellani - scritto tutto così, non sono errori di battitura - Cabernet Sauvignon + Verduzzo Passito per il dolce)  .
Tutto questo al ristorante TEATRO, proprio di fronte al teatro-museo , vicinissimo dunque alla mostra ed alla piazza principale del Duomo.

(1477 ca