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20 maggio 2014

L'arte per l'accademia - l'accademia per l'arte

E' un onore essere stata invitata per la terza volta consecutivamente dall'Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo a rappresentare la categoria Artisti affermati. 
IL concorso-mostra a tema "Nel centenario dello scoppio della prima Guerra Mondiale, l'arte come strumento per non dimenticare l'errore della guerra" è stato inaugurato oggi 20 maggio presso la Sala Manzù del palazzo della Provincia di Bergamo e resterà aperta fino al 31 maggio 2014. Partecipo con l'opera "Col cuore..sempre" qui raffigurata.





opera : il cuore....  sempre - olio su tela. dim.cm. 70x50 - anno 2014 







lettura dell'opera da parte del dott. Romeo Aracri che ringrazio vivamente. 

La Prima Guerra Mondiale o Grande Guerra cosi detta perche’ prima di allora nessun altro evento bellico aveva visto cosi tanti uomini confrontarsi e morire.
Dodici milioni i morti e tantissimi mutilati che ritornarono a casa ma non furono mai piu’ gli stessi. Intere famiglie di ogni parte del pianeta distrutte e i segni se li porteranno per anni. Giovani di appena diciotto anni e forse nemmeno, mandati al macello in prima linea e che non hanno fatto piu’ ritorno.
Monti e vallate sommerse dal sangue di una guerra in cui si sperimentò ogni tipo di arma dai gas ai veleni alle prime armi automatiche. Corpi lacerati,ridotti a brandelli senza nemmeno una tomba su cui posare un fiore. Guerra di trincea scavata nel fango e nella neve dove passavano i giorni e le notti fino al giorno della morte che arrivava a volte persino attesa.
Quest’opera di Carla Colombo rievoca quei fatti nella figura degli alpini che salgono in mezzo alla neve senza neppure una meta.
Figure scarne, colori adattati al tema,scenografia che rievoca e fa pensare. Opera in un certo senso fuori dai suoi canoni ma adatta al tema e soprattutto vissuta e intrisa di ricordi ,di dolore,di lacrime e sangue per non dimenticare. Pittura-storica per il contesto certo ma anche per l’uso dei pigmenti e il ricamo delle tonalità volutamente meste,quasi malinconicamente accostate. Opera tuttavia luminosa di una luminosità fragile ,immediata come per raccogliere un fiore e posarlo su una tomba di un ragazzo senza nome che pagò il conto prima di consumare la sua giovinezza e che ci ha lasciato il suo cuore per sempre.

DOTT. ROMEO ARACRI

15 aprile 2014