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20 agosto 2009

Film sotto le stelle : VINCERE









Con il film italiano “Vincere” il regista Marco Bellocchio torna a parlare della storia d’ Italia e dell’ amore di Ida Dalser (interpretata da Giovanna Mezzogiorno) per Benito Mussolini (Filippo Timi).
Il regista Marco Bellocchio con il film “Vincere” è stato in concorso al Festival di Cannes 2009
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La storia di Ida Dalser è la storia della donna che diede un figlio a Mussolini, uno scandalo soffocato e nascosto da Benito Mussolini stesso che portò Ida e il figlio a morire in manicomio. Mussolini sposò Ida Dalser in chiesa, ma poco dopo la nascita del figlio Albino, Mussolini sposò in municipio anche Rachele Guidi, già madre di Edda da cinque anni.
Una sorta di bigamia tutta mussoliniana.
Il film “Vincere” è una riflessione sul potere. Ida Dalser non si arrese mai nella sua lotta per portare alla luce la verità, ma la sua vita finì tragicamente nel manicomio in cui lo stesso Benito Mussolini l’ aveva fatta rinchiudere.
Ida Dalser fu seppellita nella fossa comune di quel manicomio e dimenticata.
Se Ida Dalser fosse stata zitta e al suo posto, avrebbe potuto fare la bella vita all’ ombra di Mussolini. Ma Ida è stata un’ eroina anomala nella storia d’ Italia ed è andata contro il “buon senso” dell’ epoca per far valere la verità.
La storia di Ida Dalser è il segreto di Mussolini, una vicenda ignobile, risaputa e taciuta per quasi un secolo di storia.
Benito Albino Dalser Mussolini è stato il primo e “scomodo” figlio maschio di Benito Mussolini, nato nel 1915 dall’ unione con Ida Dalser e poi internato come la madre in un manicomio.
Il figlio “segreto” di Mussolini morì a 26 anni e fu sepolto in una fossa comune per essere cancellato dalla storia d’ Italia.
Nella storia del film “Vincere” si intrecciano potere, morale cattolica e ragion di Stato, e il fascismo nelle sue forme pubbliche e private.
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In una delle prime scene del film “Vincere”, Ida Dalser assiste (nel 1907) al dibattito in una Casa del Popolo fra il giovane Benito Mussolini (allora socialista e anticlericale) ed un sacerdote: Mussolini nega l’ esistenza di Dio. Ma quando Ida Dalser è rinchiusa nel manicomio di Pergine, la radio annuncia la firma dei Patti Lateranensi.
Mussolini usava tutto e tutti. Ida aiutò molto Mussolini, lo finanziò economicamente per realizzare le sue idee, ma poi Mussolini scelse Rachele: una donna che parlava in dialetto era più funzionale alla sua ascesa politica di quanto non lo fosse Ida Dalser istruita e intraprendente. Per proteggere la sua immagine e la sua famiglia ufficiale con Rachele, Mussolini strappò il figlio Albino alla madre Ida mettendolo in collegio e impedendogli di dire chi fosse. Ma quando, prima Ida e poi il figlio, iniziarono a dare scandalo con le loro richieste di riconoscimento, Mussolini li rinchiuse in manicomio.

Regia: Marco Bellocchio
Sceneggiatura: Daniela Ceselli, Marco Bellocchio
Attori: Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Fausto Russo Alesi, Pier Giorgio Bellocchio, Michela Cescon, Corrado Invernizzi, Paolo Pierobon, Bruno Cariello, Francesca Picozza, Simona Nobili, Vanessa Scalera, Giovanna Mori, Patrizia Bettini, Silvia Ferretti, Corinne Castelli, Fabrizio Costella
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biografia di Ida Dalser
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Ida DalserIda Irene Dalser (Trento, 1880 – Venezia, 11 dicembre 1937) fu, secondo la ricostruzione del giornalista trentino Marco Zeni e come descritto nelle memorie di Rachele Mussolini, una delle compagne di Benito Mussolini.

Nata vicino Trento, facente allora parte dell'Impero Austroungarico, e figlia del sindaco del paese di Sopramonte, si diplomò a Parigi in medicina estetica per poi trasferirsi a Milano ed aprire un salone di bellezza sul modello francese. A Milano riprese una relazione con Mussolini, che conosceva già. Il duce infatti aveva lavorato, nel 1909, a Trento come giornalista del locale periodico socialista diretto da Cesare Battisti. Secondo alcuni Benito Mussolini e Ida Dalser avrebbero contratto un matrimonio religioso, anche se di questo evento non esistono registrazioni nei documenti ufficiali. Dalla loro relazione pare sia nato (l'11 novembre 1915) Benito Albino Mussolini, che (secondo la ricostruzione di Marco Zeni) è stato riconosciuto dal padre (vi è un documento notarile che prova questo riconoscimento) e ne avrebbe assunto il cognome. Benito Mussolini pare abbia accettato anche notevoli somme da lei, come pure dai coniugi Sarfatti, per finanziare la sua attività politica. Ida Dalser avrebbe dichiarato anche di aver partecipato ad incontri con agenti francesi che promettevano finanziamenti al giornale di Mussolini ("Il Popolo d'Italia") in cambio del suo impegno a favore dell'entrata in guerra dell'Italia. In realtà Mussolini aveva già maturate, per conto suo, posizioni interventiste.

Allo scoppio della guerra Benito Mussolini si arruolò. Contestualmente si unì con un'altra donna, Rachele Guidi, con un regolare matrimonio civile avvenuto il 17 dicembre 1915 durante una degenza all'ospedale di Treviglio. Dopo la Marcia su Roma, Mussolini, ormai arrivato al potere, sembra abbia cercato di cancellare le tracce della sua relazione con Ida Dalser, che però non si sarebbe rassegnata al ruolo di ex-amante e pretendeva di essere riconosciuta come prima moglie del duce. Ida Dalser, che avrebbe affermato di aver subito un lungo periodo di stretto controllo da parte della polizia locale, venne internata nel manicomio di Pergine Valsugana e poi di S. Clemente a Venezia, dove morì nel 1937.

Il figlio Benito Albino venne educato in un collegio dei Barnabiti e poi arruolato in marina, sempre, pare, sotto la stretta sorveglianza della polizia politica. Venne internato nel manicomio di Milano Mombello dove morì il 26 agosto 1942.

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Un mio personale e modesto parere (discutibile)

Un film che ho apprezzato molto per quanto riguarda la parte "storica" che non conoscevo. Ho scoperto un nuovo pezzo della vita del duce che non sapevo. Dal punto di vista artistico ritengo che in alcuni tratti (a mio parere) è risultato un pochino lento e un po' confusionario nel richiamare pezzi di storia reale tramite trasmissione di documentari .

Forse avrei affidato ad altro artista la parte del figlio e non avrei utilizzato lo stesso artista Filippo Timi che ha intepretato il duce degli anni 1915.

Stupenda la Mezzogiorno nella parte di Ida Dalser; molto intensa e veritiera sia nella parte di amante-dedita totalmente al duce e quella di donna-moglie e mamma che fino all'ultimo denuncia la verità.

19 agosto 2009

UN OMAGGIO A FERNANDA PIVANO


FERNANDA PIVANO CI HA LASCIATO :

Chi era Fernanda Pivano?
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BIOGRAFIA
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Saggista, traduttrice e scrittrice Fernanda Pivano, 90 anni ha tradotto numerosi autori americani come William Faulkner, Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Sherwood Anderson, Gertrude Stein. Ha scoperto e curato la pubblicazione di scrittori quali Richard Wright, Allen Ginsberg, Jack Kerouac... Fernanda Pivano ha fortemente contribuito alla diffusione e alla conoscenza critica della cultura e letteratura americane nel nostro Paese. In particolare ha portato in Italia gli autori della Beat Generation.
Fernanda Pivano è nata a Genova. Ha conseguito una laurea in lettere nel 1941, una laurea in Filosofia nel 1943, un diploma di Pianoforte nel 1940 a Torino. Attualmente vive a Milano. Fernanda Pivano è una figura di grande rilievo nella scena culturale italiana soprattutto per il suo contributo alla divulgazione della letteratura americana in Italia. Ha iniziato l'attività letteraria sotto la guida di Cesare Pavese nel 1943 con la traduzione dell'antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. In seguito ha tradotto le opere di molti romanzieri come Faulkner, Hemingway, Fitzgerald, Anderson, Gertrude Stein; a quasi tutte le traduzioni ha proposto lunghi saggi critici. Rilevante è stata anche la sua attività di talent scout editoriale per aver suggerito la pubblicazione delle opere di scrittori contemporanei più significativi d'America, da quelli degli anni venti, più sopra citati, a quelli del dissenso negro, come Richard Wright, ai protagonisti della beat generation come Ginsberg, Kerouac, Burroughs, Ferlinghetti, Corso, agli autori dell'ultima generazione come McInerney, Levitt, Ellis.
Si è presto affermata come saggista confermando in Italia il metodo critico basato sulla testimonianza diretta, sulla storia del costume e sull'indagine storico-sociale degli scrittori e dei fenomeni letterari. Agli inizi degli anni sessanta ha fatto lunghi viaggi nei Mari del sud e nei Paesi arabi. E' autrice di una quarantina di traduzioni, due antologie, quattro raccolte di saggi, un libro di memorie, una biografia e due romanzi; ha ricevuto molti premi. Tra le sue opere si possono ricordare "La balena bianca", "America rossa e nera", "Beat Hippie Yippie", "Mostri degli Anni Venti", "C'era una volta un beat", "L'altra America degli anni sessanta",, "Intervista a Bukowski", "Biografia di Hemingway", "Cos'è più la virtù", "La mia kasbah", "Altri amici", "Album americano", "Viaggio americano

Con il grande FABRIZIO DE ANDRE'




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MILANO, 19 AGO - camera ardente presso la casa di cura Don Leone Porta a Milano dove è morta ieri la scrittrice Fernanda Pivano.I funerali si svolgeranno VENERDI' a GENOVA

18 agosto 2009

Opere del mese di AGOSTO

opera : ATMOSFERA DI MILANO ANTICA
olio su tela
dim. cm. 50x40 - anno 2009

Opere del mese di AGOSTO


- opera RIVISTA E CORRETTA -
della SERIE ANTICHI SAPORI :
A MAGGIO, QUEL PROFUMO DI ROSE
Olio + materiali vari su tela
dim. cm. 50x50 - anno 2009

14 agosto 2009

NUOVO APPUNTAMENTO AL MERCATO DELL'ANTICO

COME DI CONSUETO,
VI ASPETTO
DOMENICA 16 AGOSTO -
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ESPONGO LE MIE OPERE
SUL PIAZZALE DEL PALAZZO COMUNALE DI IMBERSAGO
DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 19.00


13 agosto 2009

BUON FERRAGOSTO

UN FERRAGOSTO COLMO DI "VOGLIA DI NULLA"
E DI "TUTTO"
UN FERRAGOSTO ALL'INSEGNA DEL "DOLCE FAR NIENTE"
O DEL "FARE TROPPO"
UN FERRAGOSTO TRA "I PROPRI AFFETTI"
O NEL CAOS
....INSOMMA...
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"CHE SIA UN SERENO FERRAGOSTO COME PIU' LO DESIDERATE" .
CIAOOOOOOOOOOOOOOOO

12 agosto 2009

Gita consigliabile : L'ABBAZIA DI PIONA


Vi propongo questa gita:

Visita all'Abbazia di Piona.


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(Per il pranzo si può sostare a Colico presso l'azienda agricola EL MERCANTE , si mangia benissimo (ma veramente bene e non si fanno desiderare con le porzioni) e si spende poco!
(antipasto-tris di primi(validi davvero- pizzoccheri, fettuccine casalinghe con castagne e noci - gnocchetti con speck e gorgonzola )-secondo con contorno( chi il filetto chi il fritto misto con patatine e verdura alla griglia) - dolce-caffè-lemoncello - vino e acqua a volontà) EURO 25.00
A 200 metri una piccola spiaggetta Vi può invitare al relax ed a un bagno per i temerari oppure una tintarella al sole del lago.La giornata la si può completare proseguendo verso le verdi colline rilassanti della Valsassina )

LA STORIAAi piedi dei monti Legnone e Legnoncino , sulla collina di Olgiasca, quasi al comunicare del lago di Como, sorge il monastero benedetino di Piona.

La prima fonte ci attesta che nel VII secolo d.C. in quel territorio esisteva una comunità monastica, probabilmente di impostazione eremitica, è il Cippo di Agrippino. Il Cippo prende il nome dal vescovo di Como che nel 617 fece erigere un oratorio a santa Giustina martire.

Verso la fine dell'XI secolo l'abbazia di Piona fu inserita nel movimento della riforma cluniacense che prevedeva il trasferimento dei monaci dalla casa madre Cluny alle abbazie in crisi per rivitalizzarle.

Durante il restauro del 1906 è venuto alla luce l'iscrizione di una epigrafe dalla quale si deduce che dopo l'adesione alla riforma cluniacense la chiesa fu consacrata (1138) alla Beata Vergine Maria. La chiesa è dedicata anche a san Nicola di Bari quale co-patrono, ma la data della dedicazione è incerta.

A partire dal XII secolo ci è pervenuta una documentazione che dimostra la vitalità, anche economica, dell'abbazia di Piona: nel corso del XIV secolo cominciano tuttavia ad affiorare i sintomi di una lenta decadenza dovuta al ridotto numero di monaci. L'aggravarsi dei debiti, fino ad arrivare al 1432 all'introduzione della Commenda.


La Commenda procurava una rendita vitalizia ad un titolare lontano il quale non si occupava né dell'amministrazione del monastero, né del mantenimento dei monaci. Questa istituzione aveva portato numerose abbazie della Penisola ad uno stato abbandono e miseria. A Piona la Commenda si protrasse per oltre III secoli. A partire dai primi anni del XIX secolo il complesso monastico è appartenuto a numerose famiglie per poi terminare nelle mani della famiglia Rocca. Il 25 settembre 1937 il Commendatore Pietro Rocca faceva donazione di tutta la tenuta di Piona alla congregazione cistercense di Casamaria al fine di eternare la memoria dei suoi congiunti, Cesare e Lidia, morti nell'eccidio del cantiere Grandrand in Etiopia. Prima di morire Pietro Rocca ha voluto vendere ai monaci anche una villa cinquecentesca così da restituirla, insieme con l'abbazia, alla originaria funzione di luogo di carità.



IL CHIOSTRO

Il chiostro, sempre quadrangolare, è il punto di riferimento di tutto il complesso monastico.

L'edilizia claustrale si ispira al peristilio della villa romana nell'intento di raccordare le parti dell'intero monastero.

Nel periodo della riforma cluniacense nascono in Europa numerosi monasteri che ricalcano il modello della casa madre Cluny.

Il chiostro è il luogo del silenzio, non quanto alla rinuncia della comunicazione interpersonale, ma perché è attraverso il silenzio che è possibile il dialogo con Dio. La struttura quadrangolare del chiostro evoca la forza simbolica del numero quattro: i quattro elementi dell'universo, i quattro punti cardinali, il disprezzo si se, il disprezzo del mondo, l'amore del prossimo l'amore di Dio. Al centro del chiostro la fonte e l'albero raffigurano la fonte delle delizie e l'albero della vita del paradiso terrestre..

Le due lapidi del 1252 e del 1257 si legge che il chiostro di Piona fu fatto costruire dal pittore Bonaccorso de Cnova da Gavedona. Gli archi a tutto sesto delle gallerie poggiano su capitelli compositi e sono marcati da ghiere in mattoni rossi.


LA CHIESA


La chiesa appare, in tutta la sua sobria eleganza, leggermente arretrata rispetto al lato occidentale del monastero cui si appoggia. Sulla facciata si apre la porta bronzea dello scultore Giuseppe Abram (1982); i due battenti sono ripartiti in sei riquadri rappresentanti la storia di san Benedetto tratti da "I DIALOGHI" di san Gregorio Magno. Sono di Abram anche le formelle che ritraggono le scene della "VIA CRUCIS" lungo le pareti interne della navata. Sulla facciata si apre una monofora, mentre una serie di arcatelle segue gli spioventi del tetto e prosegue lungo le pareti laterali, la cui superficie è scandita da monofore e sottili lesene. Anche nel sottotetto dell'abside si sviluppa l'ornamentazione delle arcatelle, e il perimetro semicircolare è alleggerito da tre piccole monofore.

E' evidente la discontinuità della tecnica di realizzazione sella muratura, tra la parte inferiore e quella superiore del perimetro esterno dell'abside. La stessa discontinuità nell'uso dei materiali la ritroviamo anche all'interno della chiesa, forse perché i lavori furono realizzati in tempi diversi.

A destra dell'abside si erge il campanile quadrangolare, un rifacimento del XVII secolo, la cui verticalità è rallentata da tre cornici marcapiani. Sui lati del campanile si susseguono con ritmo ascensionale e alterno oculi e feritoie fino alla cella campanaria che prende respiro da quattro fornici a tutto sesto.







Impossibile postare tutte le foto, ma Vi assicuro che vale dedicare una giornata a questo splendido luogo, dove si respira aria salutare del lago, ma anche misticità e silenzio per chi vuole dedicare parte del proprio tempo col proprio io .
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In una depandance separata dall'abbazia i monaci preparano infusi, liquori, tisane consigliate per ogni genere di disturbi. Coloro che amano curarsi con le erbe, qui possono trovare tutto ciò che desiderano.
Un consiglio?
acquistate LE GOCCE IMPERIALI :


Le Gocce imperiali sono un distillato d'erbe prodotte dai monaci (cistercensi) , monasteri cistercensi italiani, secondo un’antica ricetta probabilmente inventata da un frate di nome Eutimio tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800.

Oltre ad essere un efficacissimo digestivo possono essere utilizzate come dissetante, se sciolte in acqua, e per correggere bevande come caffè, tè e latte. Grazie alla loro elevata gradazione alcolica e alle proprietà benefiche delle erbe da cui sono prodotte possono venire anche utilizzate come disinfettante, collutorio per l'igiene orale e per liberare le vie respiratorie aspirandone gli effluvi.

Hanno una gradazione alcolica di 90° e un gusto di Anice. Ingredienti: alcool, acqua, erbe, aromi naturali e zafferano che conferisce il colore giallo che le contraddistingue.

Opere del mese : AGOSTO


OPERA : RIFLESSI DI PRIMAVERA
(LAGHET DE SAN ROC)
Olio a spatola su tela
dim. cm. 60x30 - anno 2009
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lettura dell'opera
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Sentimento,luce,colore,anima sono le sensazioni che irradiano da questa bella composizione nella sua elegante semplicità artistica. Paesaggi eterei da cui C. Colombo e’ sempre pronta a strappare alla natura la sua anima e la sua concreta bellezza non per compiacersi ma per trasferirli con impeto e istinto su una tela candida dove spargere la sua pittura a larghe compiture di colore in un equilibrato dosaggio degli impasti e con una visione sintetica degli elementi compositivi prospettici e una delicata stesura graduale e nitida delle intensità della luce .La luce,la brillantezza complessiva che si raccoglie e si imprigiona nelle tonalità intense filtrate attraverso una esperienza ed una sensibilità originale e genuina che produce una composizione fatta di sicurezza espressiva,freschezza ,brillantezza ,sentimento e addolcita dall’elegante uso di colori.
In fondo una sfumatura dell’anima,della sua anima artistica per l’ immediatezza e la spontaneità della creazione e per l’intensità cromatica che avvolge e genera un desiderio di evasione dal quotidiano,di spazi incontaminati,di un’ansia di purezza. Una poesia fragile,di quelle che regalano le sue tele:echi e luoghi della sua anima.
dott. R.ARACRI
13 agosto 2009

10 agosto 2009

Poesia e opera : EPPUR VIVE

OPERA : EPPUR VIVE
Olio su tela
cm. 40x30 - anno 2007
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EPPUR VIVE
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Abbandona per un attimo
il buio che ti circonda
ed allontana
la nube che ti oscura.

Scaricati di inutili
ed angusti fardelli

E' tempo dell’alba
e lascia al sole il tramonto!

Nello sguardo melanconico
e nel dolce sorriso
sempre e comunque
la tua anima VIVE !


Carla Colombo
Dicembre 2007.

9 agosto 2009

Film sotto le stelle : GRAN TORINO

Trama del film Gran Torino: - (che Vi consiglio vivamente).


Walt Kowalski (Clint Eastwood) è un reduce della guerra di Corea, di carattere burbero e spavaldo, prova una grande passione per la propria Ford Torino, modello classico del 1972, custodita in garage. Walt non mostra pudore nel manifestare il proprio sentimento anticoreano, nato durante la sua campagna in Corea, quando vide morire suoi amici per mano dei nemici. A peggiorare la situazione, il quartiere da lui abitato negli ultimi anni è diventato il principale centro suburbano della comunità coreana, e le bande giovanili danno molto fastidio a Walt. Anche se frustrati e maltrattati da Kowalski, i coreani aiuteranno l'uomo a risolvere i problemi personali che tiene con la famiglia, per diventare amici e aiutarlo a ripudiare il razzismo.