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10 giugno 2009

Poesia e Lettura : BRUCIO di Stella Rigoletto, e lettura Dott.Aracri, con la mia opera BRUCIA

Opera : BRUCIA
olio + materiale vari su tela
cm. 70x50 - anno 2008
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Dopo aver visitato la mia mostra,Stella Rigoletto così, come emozione istantanea del momento ha composto questa poesia, probabilmente dettata da uno stato d'animo che ha visto interpretato in questa mia opera.
A Voi lo scritto :
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BRUCIO

Brucio nell’anima, brucio nel cuore
brucio per ogni momento d’amore.

Brucia il mio corpo smembrato ed ucciso
quando il dolore mi ruba il sorriso

Brucia il mio spirito quando la morte
mi viene vicino e mi apre le porte

Brucia il mio cuore quando l’amore
lo riempie di gioia e poi in un attimo muore

Brucia la vita di vera passione
quando ho di fronte una nuova occasione

Occasione di vita che annulla la morte
occasione di sfida di fronte alla sorte

Brucia il respiro che riempie il mio corpo
mi fa sentir viva anche se il cuore è morto

Brucio ogni giorno perché la mia vita
sia in ogni istante una vita infinita

Mai più il gelo induca il mio povero cuore
per non soffrire a non provar più amore

Brucio affinché ogni istante svanito
sia impresso col fuoco nell’eterno infinito.
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di Stella Rigoletto
Lecco 7 giugno 2009
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Critica del dott. Romeo Aracri a questa mia opera :
Nelle opere di Carla Colombo c’è il talentuoso e magico uso dei colori che nelle sue mani diventano sentimento, vita, sogno e restituiscono sensazioni di segni lasciate come ferite nell’anima dal vissuto.
In questa composizione l’artista raggiunge vertici di virtuosismo pittorico che tracciano nei nostri occhi solchi indelebili che rimangono nella mente come tracce di storie forti, struggenti.
Pigmenti violenti che cadono sulla tela come lame taglienti, tonalità forti come grida laceranti, invocanti o forse parole come fiamme che bruciano il sentimento illuso e fanno finire nello spazio di un mattino l’emozione che pensavamo per sempre.
Pittura-racconto che sa di passione ardente, di amori dichiarati che restano come alberi arsi, divenuti cenere sotto un cielo plumbeo e che il fumo impedisce alle stelle di vedere e forse di piangere.
Pittura-dramma come una storia raccontata nel rosso che si dilata sulla tela come sangue, come fuoco che cancella in un attimo il tempo del ricordo e di si sperde nelle ombre del cromatismo del contesto senza alcuna speranza di riscatto.
Pitture certo di forte impatto emotivo e struggente nella sua stratificazione materia ma nel contempo mentale, vissuta.
Sofferta in una intensità distruttiva che chiude l’orizzonte.
Magistrale interpretazione artistica di un racconto.

Dott.R. Aracri
20 marzo 2008

8 giugno 2009

Poesia :SILENTE ADDA di Stella Rigoletto di Lecco


SILENTE ADDA
olio a spatola su tavola
cm. 29x29 - anno 2007

Ho avuto il privilegio di conoscere ieri, durante la mia presenza alla personale FRAMMENTI D'ARTE - presso ospedale Manzoni di Lecco, la sig.ra Stella Rigoletto che manifesta il suo sentire, il suo assaporare emozioni con un mezzo stupendo, quale può essere la poesia.

Ecco che, folgorata da questa mia opera "SILENTE ADDA" ha voluto fare Sua l'opera stessa, ricondandoLe che, con la stessa intesità con quale io ho dipinto la tela, ha scritto una poesia, proprio lungo il fiume Adda.

Una poesia secondo me, ricca di musica melodiosa, tanto che sembra di ascoltare il silenzio delle acque silenti e il richiamo di una voce del cuore che vuole essere lenito.

A Voi la lettura e un grazie sentito a Stella Rigoletto.

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SILENTE ADDA
di Stella Rigoletto (Lecco)
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Lenta scende la sera
e la luce fioca del sole morente
si riflette sul tuo scorrere lento e incessante,
incurante degli affanni inutili della gente.

E l’infinita libertà del tuo scorrere
scandisce i palpiti di un cuore inquieto,
che ancora non trova un suo scorrere lieto,
e si perde negli abissi della mente.

Scorri fiume, scorri potente e lieve
e porta con te le ansie e le paure
perché ascoltando la tua voce sussurrata
ogni anima da inquieta scorga in se l’essere beata.

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Al primo aggiornamento del mio sito, tra qualche giorno, inserirò le alcune poesie della poetessa STELLA RIGOLETTO , unitamente alle mie opere.

7 giugno 2009

La mia opera accompagna sul sito

Ecco il link no profit dove è stata inserita la mia opera "CANNE AL VENTO"

http://www.treffpunkt-alessandria.com/index.php?option=com_content&view=article&id=153&Itemid=237

E' stata utilizzata per illustrare l'articolo scritto da un lettore tedesco che studia italiano a proposito del romanzo CANNE AL VENTO di Grazia Deledda.

Il sito promuove i contatti fra parlanti di lingua italiana e tedesca, quindi un sito con scopi di iniziative essenzialmente culturali

6 giugno 2009

Poesia : Stelle e fiori (fiori e stelle)


Senza il battito del tempo
o il confine della mia ansia,
in questa magica notte
di stelle dorate
sciolgo sospiri
…e sussurri
…e sorrisi
…e canzoni
…e parole
in calici
di bianche calle
eleganti e sinuose
come spose
tese e radiose
al giorno prezioso.

All'aprire del sole,
soffice dentro del sentire
di un risveglio raggiante,
mi voglio far dono
di fiori arancione
…e gialli
…e rossi
…e viola
…e azzurri
per adornare
un vaso dorato
già colmo di
stelle preziose :
il regalo
della mia notte!



Carla Colombo
23 maggio 2008

( il regalo della mia notte )

(uno scatto fotografico da casa mia, senza nessun ritocco)

4 giugno 2009

..dopo Saint Moritz

Vi riporto con questo post alla continuazione e chiusura della giornata trascorsa in Engandina, dopo essere giunti a Saint Moritz ed aver percorso la bellissima zona dei laghi, si giunge all'ultimo paese :
M A L O J A

Maloja è l’unica località dell’Alta Engadina che si fregia del titolo “località svizzera per le famiglie”. Questo villaggio sul passo, al confine con la Val Bregaglia, fa davvero di tutto per guadagnarsi il suo ruolo: qui si organizza un mercatino di articoli per bambini, si prenota la babysitter direttamente all’ufficio del turismo insieme al corso per imparare a fare la pizza, dedicato ai piccolissimi.
Sul lago di Sils i piccoli costruiscono grandi cose.
Al parco dei divertimenti valgono solo le avventure, e al lago di Cavloccio, a 1907 m s.l.m., si può fare anche il bagno.
Ma non solo le famiglie sono a proprio agio in questa natura:
l’affascinante gioco di luci ed ombre ha sempre attratto anche gli artisti.
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...E QUI STA LA MIA GRANDE IGNORANZA: (SORRIDO)
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Non sapevo che Giovanni Segantini . il grande pittore maestro del divisionismo scelse di trascorrere la sua vita proprio qui a Maloja, la cui natura ha ispirato le sue opere maggiori.
Come perdere allora questa occasione!?
Mi sono dunque addentrata nello scoprire qualcosa in più...e tra le stradine ancora coperte di neve sono riuscita a scattare alcune foto che testimoniano la Sua permanenza qui, ma soprattutto la sua morte.



Questa è la sua casa, ora chiusa, ed a destra il suo atelier dalle grandi vetrate, dove poteva ricevere tutta la luce possibile che poi trasformava sulle sue tele, dividendola addirittura nei suoi pigmenti .

Si dice che dipingesse anche di notte per sfruttare la luce particolare della montagna innevata che rifletteva nei vetri l'incanto di una luce particolare.
La chiesina dal campanile rosso che accompagna la salitina (mi sono addentrata in una stradina impervia, copertissima ancora di neve) per fotografare le foto che qui sotto vedete Ecco la lapide di Segantini e della moglie del brullo cimiterino

Qui riposano anche tre dei suoi quattro figli



ed all'ombra di questa conifera Segantini con i suoi cari...riposa.

Chi era SEGANTINI :
Giovanni Segantini, il maggiore pittore divisionista italiano, nasce ad Arco in provincia di Trento il 15 gennaio 1858.
Dopo un'infanzia drammatica a causa delle ristrettezze economiche e della morte della madre quando Giovanni ha solo sette anni, viene affidato alla sorellastra.
I ragazzo finisce rinchiuso in riformatorio per vagabondaggio dove resterà fino al 1873, quando viene affidato al fratellastro Napoleone, residente a Borgo Valsugana dove possiede un laboratorio fotografico.
Per qualche anno Giovanni Segantini lavora nel laboratorio fotografico affinando la sua sensibilità artistica, cosa che lo spinge ad applicarsi allo studio della pittura.

Dal 1878 al 1879 frequenta corsi regolari all'Accademia di Brera, segue le lezioni di Giuseppe Bertini e stringe amicizia con Emilio Longoni, allora aspirante pittore come lui.

Nell'ambito accademico il "Verismo Lombardo" va per la maggiore e le prime opere di Segantini risentono di questa influenza.
Durante l'Esposizione Nazionale di Brera del 1879, viene notato dalla critica milanese, incontra il pittore ungherese Vittore Grubicy, che ne intuisce il talento e col quale instaura un rapporto d'amicizia.
Nel 1880 si sposa e si trasferisce con la moglie a Pusiano in Brianza, dove dipinge con il sostegno finanziario di Vittore Grubicy che con il fratello si occupa del mercato dell'arte.
Per alcuni anni Giovanni Segantini vive in Brianza, spostandosi alla ricerca di nuovi paesaggi che riprende con Emilio Longoni, stipendiato come lui dai Grubicy, con la cui organizzazione sottoscrive, nel 1883, un contratto esclusivo.
Nelle opere del periodo brianzolo i soggetti preferiti di Giovanni Segantini riguardano la vita agreste, il lavoro nei campi, il pascolo, la tosatura e la filatura, nello sforzo artistico di liberarsi dell'impostazione accademica per trovare uno stile personale.All’Esposizione Internazionale di Amsterdam gli viene assegnata la medaglia d’oro per la prima versione del dipinto “Ave Maria a trasbordo” e, nell’autunno del 1885, inizia quello che rimarrà forse il suo quadro più conosciuto, “Alla stanga”.
Nel 1886 Giovanni Segantini si stabilisce a Savognino nel Canton Grigioni con la famiglia che è cresciuta (4 figli).
Spinto dal gallerista Grubicy, inizia il progressivo avvicinamento alla tecnica divisionista, prima con alcune sperimentazioni ed in seguito con un'adesione totale, affinando, nello stesso tempo i suoi interessi culturali collaborando anche a riviste d'arte.
I commercianti d'opere d'arte, i fratelli Grubicy promuovono i suoi lavori e accrescono la sua fama per mezzo di una intelligente attività promozionale.
Dal 1889 Giovanni Segantini si avvicina al "Simbolismo"e le sue opere hanno per oggetto vere e proprie allegorie, sempre più legate agli esempi nordici.
Ammiratore dei divisionisti francesi, applica in modo originale questa tecnica ai suoi dipinti, che assumono la caratteristica luminosità cristallina.
Il divisionismo che nasce ufficialmente nel 1891, quando le prime opere divisioniste vengono esposte alla Triennale di Brera, è una particolare tecnica, che consiste nell’accostare i colori puri e applicarli sulla tela a piccoli tratti.
Segantini ottiene vari riconoscimenti sia in campo nazionale che internazionale e matura anche un proprio orientamento simbolista ma, assillato dai debiti, nel 1894 abbandona Savognino e si stabilisce in Engadina al Passo Maloja.
La vita in questi luoghi incontaminati e solitari, intensifica l'innato misticismo di Segantini.
In molti dipinti di Giovanni Segantini degli anni '90, appare evidente il Simbolismo che alla fine del secolo si affermerà in Europa aprendo le porte all'Art Nouveau del nuovo secolo.
Invitato a collaborare alla realizzazione del padiglione dell'Esposizione Universale di Parigi del 1900, Giovanni Segantini prepara il "Trittico della Natura".
Proprio per completare quest’opera il 18 settembre del 1899 l’artista sale ai 2.700 metri dello Schafberg, ma, colpito da un violento attacco di peritonite, Giovanni Segantini muore il 28 settembre 1899.






Arrivati a MALOJA, si scende poi in Valchiavenna...e si torna...in quel di Imbersago, attraversando paesi colorati e lussureggianti di vegetazione. Il paesaggio dunque cambia merito anche delle abitazioni con i tetti in pietra ..i famosi crotti valtellinesi.....
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AD MAJORA...alla prossima!

3 giugno 2009

Purtroppo incredibillmente vero!

Come già ho avuto modo di scrivere sulla presentazione di questo mio blog, pur considerandolo uno spazio dove si scrive di arte, mi sono riservata di utilizzarlo anche per postare tutto ciò che ritengo opportuno e che comunque gradisco postare.
Non posso quindi passare oltre a queste immagini che ho ricevuto oggi tramite mail, con preghiera di diffusione..










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Riporto testuale la mail che ho ricevuto :

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BENCHE' QUESTO SEMBRI INCREDIBILE, OGNI ANNO, QUESTO MASSACRO BRUTALE E SANGUINARIO SI RIPRODUCE NELLE ISOLE FEROE, CHE APPARTENGONO ALLA DANIMARCA.

LA DANIMARCA , UN PAESE SUPPOSTO 'CIVILIZZATO', MEMBRO DELL'UNIONE EUROPEA. TROPPE POCHE PERSONE AL MONDO CONOSCONO QUESTO AVVENIMENTO ORRIBILE E DEPROVEVOLE CHE SI RIPETE OGNI ANNO.
QUESTO MASSACRO SANGUINARIO E' IL FRUTTO DI GIOVANI UOMINI CHE VI PARTECIPANO PER DIMOSTRARE DI AVER RAGGIUTNO L'ETA' ADULTA (!!). E' ASSOLUTAMENTE INCREDIBILE CHE NON SIA FATTO NIENTE AFFINCHE ' QUESTA BARBARIE CESSI.

UNA BARBARIE CONTRO I DELFINI CALDERONES, UN DELFINO SUPER INTELLIGENTE E SOCIEVOLE CHE SI AVVICINA ALLA GENTE PER CURIOSITA'.
INVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI. VERGOGNA ALLA DANIMARCA !!!
INCREDIBILE CHE POSSA ESISTERE ! che fare, se non denunciare quello che sta ' accadendo, diffondendo il più possibile queste immagini.

2 giugno 2009

A...EL FANAR - "speciale"



Per me è..." uno scatto speciale " ...effettuato a Sharm el Sheik -

presso EL FANAR (monumenti ai caduti)
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'il faro' in lingua araba- è un luogo suggestivo dove cielo, mare e deserto si incontrano in un'indimenticabile armonia di colori, rischiarati di giorno dal caldo sole egiziano e di notte dal faro che domina tutta la baia.
El Fanar si affaccia infatti sulla piu' incantevole baia di Sharm, detta Ras Umm Sid, dove trovano posto il piu' rinomato ristorante italiano, spiaggie eccezionali per il vostro relax circondate da una spettacolare barriera corallina,il 'Chiringhito' Bar Oblò per rinfrescarvi con drinks e aperitivi e l'anfiteatro sul mare per le vostre magiche notti.
El Fanar è un punto d'incontro a Sharm El Sheikh !

1 giugno 2009

..a SAINT MORITZ - il TRENINO ROSSO si ferma...


A St. Moritz, il sole splende per 322 giorni all’anno. Il suo clima, «spumeggiante come lo Champagne» è leggendario: il suo splendore e il suo lato glamour, come pure le manifestazioni internazionali attirano qui sportivi di alto livello, star, capi di stato e famiglie reali. Anche l’offerta in fatto di strutture alberghiere, gastronomia, shopping e divertimenti è altrettanto esclusiva in questa località di classe. La guest card funge da biglietto per gli impianti di risalita e per gli autobus, da ticket per il parcheggio e da carta di credito ed offre numerose agevolazioni; i visitatori possono così approfittare delle innumerevoli possibilità proposte dalla regione. I treni rossi della Ferrovia Retica permettono agli ospiti di St. Moritz di scoprire le altre attrazioni dell’Engadina: i comprensori sciistici di Diavolezza e Lagalb, il Parco Nazionale in Bassa Engadina, la Val Poschiavo a sud con il Bernina Express o Coira e il Vallese con il famoso Glacier Express.
Estate In aggiunta alle escursioni e all’arrampicata, i vacanzieri possono dedicarsi alla vela, al windsurf, al gommone sull’Inn, o praticare il tennis o l’equitazione. St. Moritz è inoltre un paradiso del golf nelle Alpi con i suoi cinque percorsi e 60 buche. St. Moritz propone una vastissima gamma di attività di intrattenimento, ma soprattutto la magnificenza dei paesaggi dell’Engadina.
Inverno St. Moritz è la culla del turismo invernale. Una moderna infrastruttura e 350 km di piste sono a disposizione degli sportivi nei dintorni. Sul Corviglia, la montagna cara a St. Moritz, trovate la partenza della pista da discesa più ripida della Svizzera, con una vertiginosa pendenza del 100 percento sul dirupo del Piz Nair. Il sito in cui hanno avuto luogo a due riprese le Olimpiadi Invernali ha numerose attrazioni da proporre. Al Cresta Run, i piloti corrono giù per la pista da bob coricati sulla loro slitta Skeleton; il Bob Run è una delle piste naturali di bob più antiche del mondo. Il parco per gli snowboarder con una halfpipe accessibile in permanenza, i voli con il parapendio o il deltaplano a due posti e le escursioni di alta montagna sono solo alcuni esempi delle attività sportive proposte in inverno. Gli appassionati delle escursioni invernali hanno a loro disposizione 150 km di percorsi, mentre i fondisti che visitano l’Engadina possono sbizzarrirsi su una rete di 180 km di piste.







E' D'OBBLIGO PROSEGUIRE PER LA ZONA DEI LAGHI (da non perdere)




30 maggio 2009

PERSONALE " FRAMMENTI D'ARTE - II TAPPA"




E' PER ME UN VERO PIACERE INVITARVI

ALLA MIA PROSSIMA MOSTRA PERSONALE
"FRAMMENTI D'ARTE"
II tappa
che si terrà nella bellissima

hall dell'OSPEDALE MANZONI DI LECCO.

GRAZIE
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RASSEGNA STAMPA :
cosi' scrive oggi Leccoprovincia.it
Mostra di Carla Colombo all'Ospedale Manzoni
Giovedì 28 Maggio 2009 13:04 Ospedale Manzoni Lecco

Mostra al Manzoni della pittrice Carla Colombo. L’esposizione dell’artista di Imbersago, presso la hall dell’Ospedale di via dell’Eremo, è in programma dal 4 al 18 giugno. Raccoglie opere che raffigurano immagini della Brianza, le cui caratteristiche principali sono i colori luminosi, densi di spatolate corpose, pigmentazioni calde ed accoglienti, ma anche quadri di un nuovo percorso artistico, quello informale, nelle quali Carla Colombo sconfina in nuove composizioni che trascinano armoniche sensazioni.Critici ed appassionati d’arte, periodici ed antologie d’arte hanno parlato di lei e delle sue opere. La si descrive “artista dotata di talento naturale, che non appartiene a nessuna corrente artistica o avanguardia”. La sua pittura – spiegano - è “solare, luminosa, fatta di colori puliti, pulsanti dove la luce diventa protagonista delle tele rompendo le ombre dei sentieri e squarciando le nuvole dei paesaggi brianzoli ed esaltandone i particolari”. Molte sono le personali tenute da Carla Colombo in questi ultimi anni, senza dimenticare le numerose collettive con altri artisti nazionali ed internazionali.

29 maggio 2009

...ma pensa te!

Mi ritrovo spesso a riguardare le foto scattate durante i miei piccoli viaggi e soffermandomi su quella scattate durante il viaggio in Alsazia, mi è balzato questo simpatico scatto durante uno spettacolo al parco di Hunawhir.

La pura casualità, il momento ha fatto sì che i vari soggetti si unissero in una loro logica di insieme.

- Lo spettatore che sembra abbia il cappello appoggiato ,
- il cappello che pare nel becco dell'uccello (non ricordo il nome)
- l'uccello appoggiato alla testa dellla foca...

invece Vi assicuro che tutti e tre i soggetti erano ben divisi, l'uccello era sul bordo della vasca, dietro la foca, il cappello sulle ginocchia di uno spettatore.
Insomma ho trovato questo scatto davvero "curioso" e "simpatico"
Che ne dite?

Se lo avessi fatto apposta non ci sarei mai riuscita!