Se è vero che al pittore serva "reinterpretare" credo che sia anche vero che in ogni dipinto il pittore debba riporre parte di sè ed è forse per questo che le opere vengono scelte e fatte proprio dai visitatori. Ognuno vede nel dipinto ciò che sente, ciò che lo emoziona ed in fondo è ciò che ha provato il pittore nell'esecuzione (quindi io).
Solitamente e soprattutto ultimamente per il motivo di non avere un critico esperto presente che mi possa sopportare e supportare, nel silenzio del mio dopo opera, la prima foto scattata allo stessa è riservata a mio marito che mi dà subito la sua prima impressione da visitatori senza particolare esperienza artistica.
Ebbene, quando gli ho posto questa foto, la sua impressione è stata "spontaneo, particolare ma non mi convince il rosa"...ed io lo sapevo che mi avrebbe detto così, ma è proprio quella parte dove ho voluto riporre e far riporre lo sguardo.
Quella parte ci deve essere, perché è ciò che spontaneamente mi è venuto di inserire nel contesto di una campagna dai colori, come si può vedere, non volutamente reali. E' la parte del sogno, della bellezza dell'insieme, della soavità che nutro per la natura.
La campagna si veste di colori particolarmente singolari, non naturali, ma volutamente miei, di quel preciso momento delka stesura d'impuldo. La tavolozza si è vestita di colori alterati e spontanei per uno stato d'animo che si sente portatore di bellezza e di attenzione, di voglia di dare ma anche di avere, di provare complicità in un rappirto di affetto sempre più difficile da trovare e provare. Qui i colori si stendono corposi, adagiati senza ripensamento per lasciarli vivere in uno stato di agiatezza totale.
Vi presento la seconda 'Impulso" da uno spunto trovato su web...
"Impulso cromatico 2 ... emozioni in campagna"
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