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Le mie opere im vendita su ARTLYNOW

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16 gennaio 2010

Festa di Sant'ANTONIO - ABATE ...ed i falò

COME PRIMA COSA....AUGURI A TUTTI GLI ANTONIO,  LE ANTONIA...ALIAS NINO, NINA, ecc ecc....(AUGURI NINETTAAAAA  SICULA ED A MIO MARITO ANTONIO - detto Nino)



e poi :

mi sono incuriosita nel voler conoscere il perchè della tradizione dei "famosi falò" che in tante parti d'Italia,anche qui in Brianza, vengono accesi nella notte del 17 GENNAIO

Ecco cosa ho trovato e se Vi va di documentarVi...accomodateVi...:-)

Il fuoco di Sant’Antonio


Sant’Antonio abate essendo padrone del fuoco, è stato considerato guaritore dell’ herpes zoster, chiamato “fuoco di Sant’ Antonio”. Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio, si faceva festa, bruciando grandi castagne di legna, dette, appunto, i “falò di Sant’Antonio”. Le ceneri, chiuse in sacchetti tenuti nelle tasche degli abiti servivano come amuleti: tenevano lontano le malattie e le persone portatrici di guai. Ancora oggi a Bereguardo (Padova) il falò di Sant’Antonio è acceso su sagrato della chiesa.

Sant’Antonio Abate in Sicilia: credenze e cerimonie tradizionali
di Ignazio Buttitta

A dispetto di chi ha recentemente ribadito la più volte annunziata morte della cultura tradizionale, stigmatizzato i tentativi di riesumarne i resti e spiegato agli ultimi sedicenti folkloristi che era ora di cambiare l’oggetto delle loro ricerche, esistono vaste aree della Penisola italiana e delle sue Isole maggiori ove permangono ben radicate e vitali usanze, credenze, e pratiche cerimoniali di palese tradizione agro-pastorale. Ciò può certamente dirsi, in Sicilia, per sant’Antonio Abate. Il 17 gennaio, giorno a lui dedicato e che segna l’apertura del periodo carnevalesco, è tradizione ampiamente diffusa quella di impartire una benedizione collettiva agli animali, in particolare bestie da soma, radunati la mattina della festa sul sagrato delle chiese. Questo rito ha però perduto oggi alcuni dei connotati tradizionali, in relazione alla progressiva scomparsa degli animali dall’economia contadina. Così che in alcuni casi si osserva la benedizione di cani, gatti e altri animali da compagnia.

In provincia di Palermo, a Mezzojuso, il rito della benedizione degli animali si svolge tuttora la mattina del 17. Quei pochi animali, prevalentemente muli, che ancora rimangono, sfilano davanti alla statua di sant’Antonio esposta dinanzi all’ingresso laterale della chiesa, ricevendo la benedizione del sacerdote. Non diversamente a Burgio il giorno del Santo, intorno alle 12.00, si effettua la benedizione degli animali. Il sacerdote, dopo avere celebrato la messa, esce sul sagrato dove sono raccolti i fedeli e le loro bestie e li benedice con l’aspersorio dopo avere brevemente ricordato la predilezione del Santo per gli animali. La gran parte dei presenti è rappresentata da bambini e ragazzi con cani al guinzaglio. Si osserva pochi cavalli e muli. In passato, alla celebrazione che aveva inizio alle 8.00, erano condotte numerose bestie da soma caricate di fieno che veniva anch’esso benedetto. Fra le tradizioni scomparse si ricorda quella di allevare un porco, detto appunto di sant’Antonio, che si lasciava circolare liberamente per le vie del paese e veniva poi macellato in occasione della festa. Anche a Sant’Angelo Muxaro fino a qualche anno fa si allevavano due maiali che erano lasciati liberi di girare per le vie del paese e venivano nutriti dalla popolazione. Nessuno li toccava, perché toccandoli si sarebbe profanato il Santo. I maiali di sant’Antonio venivano macellati il giorno della festa e la carne era comprata all’asta dai fedeli.

Pitrè ricordava che in Sicilia, oltre a quello sugli animali, «un altro protettorato ha San Antonio: quello del fuoco». E tutt’oggi il Santo Abate è tradizionalmente celebrato con processioni di torce e accensioni di falò accesi, in genere, la vigilia in molti centri dell’isola.


LA FESTA DI SANT'ANTONIO



I Colonnellesi sono sempre stati molto devoti a Sant'Antonio. Questo particolare affetto per il Santo era in parte interessato. Infatti Sant'Antonio era il protettore degli animali e di tutti gli addetti alla stalla e qualche anno fa, a Colonnella, tutti erano occupati in agricoltura e quindi tutti avevano a che fare con gli animali e il loro protettore.
Oggi la festa di Sant'Antonio è quasi dimenticata,ma fino agli anni '50 stata ben viva tra i colonnellesi.
Il Santo si festeggia il 17 gennaio. La sera precedente si usava accendere, all'aperto, dei grandi falò detti in dialetto "li fochere".
Il giorno successivo gli uomini si recavano in chiesa di buon mattino per confessarsi e comunicarsi.Poi nel pomeriggio i giovani, a gruppi di quattro o cinque, usavano recarsi nelle case del paese per cantare il "Sant'Antonio" e ricevere in cambio doni ... commestibili.
Tra i giovani del gruppo ce n'erano sempre due mascherati da Sant'Antonio e da Diavolo. A sera, al termine della questua, i cantori consumavano tra canti e risate tutti i doni ricevuti.

Qui di seguito i versi di uno dei canti di Sant'Antonio.


Buono sera miei signori
Diamo o voi il nostro augurio.
Apprestatevi a far dono
per omaggio a Sant'Antonio.

Evviva Sant'Antonio,
nostro caro gran Santo,
che i miracoli ogni momento
ha sparso per tutto il mondo.

Evviva Sont'Antonio,
noi ringraziamo ognora.
Evviva Sant'Antonio,
perchè tu sei il protettor.

Evviva Sant'Antonio,
nostro caro gran Santo.
che i miracoli ogni momento
ha sparso per tutto il mondo.

Evviva Sant'Antonio,
noi ringraziamo ognora.
Evviva Sant'Antonio,
arrivederci l'anno che vien

Tradizioni Celtiche in Umbria
di Andrea Romanazzi

Un’altra antica reminiscenza celtica , poi oscurata ancora una volta dalla religione cristiana e’ senz’altro la figura maschile del Dio Lug! Ancora oggi , In molti paesi della Puglia, e non solo , vi e’ la tradizione di accendere , in onore di sant’ Antonio, grandi falo’ di origine pagana e in particolare celtica. Sant’Antonio fu un anacoreta egiziano del III-IV sec. , asceta e mistico. Quando i crociati trasferirono le spoglie del Santo in occidente e in particolare ad Arles, in Francia meridionale, il suo culto si diffuse a macchia d’olio, ma proprio nella sua veloce diffusione il culto del santo si scontro’ con il culto pagano di una antica divinita’ celtica, quella del dio Lug, rappresentato come un giovane che reggeva un cinghiale, animale particolarmente sacro al "popolo della quercia". Il dio Lug era una delle divinita’ piu’ importante dell’ "olimpo" celtico, come dimostrato da numerosi toponimi di molte citta’ come LUGano, LUGo, Lione. Ebbene, ancora una volta, con una intensa opera di sincretismo, Sant’ Antonio fu associato e sovrapposto al culto preesistente. Secondo la storica Riemscheider gli attributi di sant’Antonio sarebbero stati proprio ripresi dal dio celtico , infatti divenne guardiano dell’inferno come lo era Lug e dispensatore di fuoco agli uomini (e da qui la tradizione dei falo’) .

La Chiesa, ingentili’ il cinghiale trasformandolo in un maialino con un campanello al collo dal quale il santo era sempre seguito, dicendo che era un diavolo ammansito dal santo. Del resto il cinghiale , ancora simbolo dei riti pagani delle "foreste" ben si prestava ad esempio di conversione legata al santo. Anche la campanella del maialino sarebbe un simbolo di vita e di morte, secondo la cultura celtica , infatti la campana rappresenta l’utero della dea madre, di cui Lug era figlio. Una piccola curiosita’, Sant’Antonio era il protettore dei fabbricanti di spazzole, che nell’antichita’ si facevano proprio con le setole di maiale.


Celebrata il 17 gennaio, la sua festa era una delle ricorrenze

più sentite nel mondo contadino

Antonio abate, un santo di tradizione celtica

I riti a lui connessi si richiamano in modo profondo

alle credenze pre-cristiane



di Elena Percivaldi


La festa di Sant'Antonio abate, celebrata ogni anno il 17 gennaio, era in passato una delle ricorrenze più sentite nelle comunità contadine. Anche oggi è piuttosto diffusa, soprattutto nelle zone rurali e nei paesi della provincia dove le tradizioni sono molto più radicate che nelle grandi città.Nella cultura popolare, Sant'Antonio abate veniva raffigurato con accanto un porcellino; i contadini, per distinguerlo dall'altro Antonio, quello comunemente detto da Padova (e che invece è di Lisbona), lo chiamavano infatti Sant'Antoni del purscell; spesso era rappresentato con lingue di fuoco ai piedi e aveva in mano un bastone alla cui estremità era appeso un campanellino; sul suo abito spiccava il tau , croce egiziana a forma di "T", simbolo della vita e della vittoria contro le epidemie - cosa a cui sembra alludere anche il campanello, che era utilizzato appunto per segnalare l'arrivo dei malati contagiosi. Malgrado tutte queste connotazioni "agresti" attribuitegli da una tradizione secolare, in realtà Antonio aveva poco o nulla a che fare col mondo contadino: era infatti un eremita ed un asceta tra i più rigorosi nella storia del Cristianesimo antico.

La festa di Sant'Antonio è ancora oggi molto viva in Brianza,
(Falo' di s.Antonio a Vimercate)

 dove la si celebra tra frittelle e vino brûlé, e soprattutto tra i falò. Antonio infatti era considerato il patrono del fuoco; secondo alcuni i riti attorno alla sua figura testimoniano un forte legame con le culture precristiane, soprattutto quella celtica e druidica. E' nota infatti l'importanza che rivestiva presso i Celti il rituale legato al fuoco come elemento beneaugurante, ad esempio in occasione delle feste di Beltaine e di Imbolc: quest'ultima ricorrenza, che veniva celebrata il primo febbraio, salutava la fine ormai prossima dell'inverno e il ritorno imminente allungarsi e della bella stagione, con le giornate che iniziano ad allungarsi. Una festa, dunque, di origini antichissime, festeggiare la quale significava e significa, ogni anno, scatenare le forze positive e, grazie all'elemento apotropaico del fuoco, sconfiggere il male e le malattie sempre in agguato.Una festa di buon auspicio per il futuro e all'insegna dell'allegria: in passato, ma anche oggi.

falò a Concorezzo


falò a Varese



Toscana terra di fuochi

Nei mesi di dicembre e gennaio si accendono magici falò in Lunigiana. Il 5 dicembre si celebrano con enormi fuochi il santo patrono San Nicolò a Villafranca; il 16 gennaio a Filattiera si accendono i fuochi per festeggiare Sant’Antonio, al quale segue un antico rituale che prevede di portare un tizzone ardente, una sorta di benedizione, all’interno della stalla per preservare i propri animali da malattie.






RIASSUMENDO :

Celebrata il 17 gennaio,
la sua festa era ed è una delle ricorrenze
più sentite nel mondo contadino, proprio per la benedizione degli animali.

Antonio abate, era  un santo di tradizione celtica
e tutti i riti a lui connessi richiamano alle credenze pre-cristiane



p.s. La maggior parte di coloro che si chiamano ANTONIO/ANTONIA festeggiano S. ANTONIO DA PADOVA che viene festeggiato il 13 giugno.

15 gennaio 2010

I miei primi acquarelli : Gennaio

In una volta sola, in un  piccola carellata
vi voglio ora postare alcuni acquerelli di questo ultimo periodo...




acquarello : IL TUMULTO DEL MARE
DIM. 35,5X45,5
gennaio 2010




acquarello : ESPLOSIONE D'AUTUNNO
dim. 35.5x45.5
dicembre 2009



acquarello : UN ATTIMO DI VITA
dim. cm. 35,5 x 45,5
dicembre 2009

tutti gli acquarelli sono eseguiti su carta apposita per acquarello FABRIANO gr. 300 - grana grossa
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Le foto, forse,  nn rendono merito al dipinto,  per via dell'imbarcatura della carta, che però una volta incorniciato non si vedrà più. (Già fatto esperimento)
 Dopo i suggerimenti di Tito Fornasioero e Mario Piana credo di aver rimediato

14 gennaio 2010

Opere del mese : GENNAIO 2010

OPERA : D 'ESTATE ... ROSSO E BIANCO
olio + tecnica mista su tela
dim. cm. 80 x 40- gennaio 2010

PRO-HAITI

SO CHE SI E' MOLTO ATTENTI ALLE INFO PER QUESTA
IMMANE CATASTROFE HAITIANA,
ma voglio lo stesso postare queste info :
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Per donare 2 euro alla Croce Rossa Italiana ''Pro Emergenza Haiti'' basta inviare un sms da numero 'Wind' e '3' al 48540. Il numero sara' attivo fino al 27 gennaio. I fondi saranno utilizzati per sostenere l'impegno umanitario della Croce Rossa Italiana sul territorio di Haiti, colpito dal terremoto.


Anche "Agire" che coordina molte ong italiane, tra cui Amref e Save the children, si è attivata per raccogliere risorse e fornire immediata assistenza alle popolazioni colpite. È possibile effettuare una donazione di 2 euro inviando un sms al 48541 da cellulari Tim e Vodafone o chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia. La numerazione è attiva fino al 31 gennaio 2010.

Premiazioni concorsi

Vedi post precedente
(avevo già memoriazzato e quindi in definitivo e rimasto postato prima,
ma mi sembrava doveroso dare precedenza ad  un minimo di testimonianza di solidarità
alla catastrofe di HAITI)

Buona giovedì a tutti!

13 gennaio 2010

Una prece, un pensiero ai morti di Haiti


PORT-AU-PRINCE
E' una tragedia di proporzioni inimmaginabili, il terremoto che ha colpito Haiti, il paese più povero dell'intero continente americano.
Secondo una stima di Save the Children, sono un milione 800 mila le persone colpite.
Gravissimo il bilancio dei morti: il presidente di Haiti, René Preval, secondo quanto riferisce il sito del Miami Herald, teme che il terremoto abbia provocato "migliaia di morti". Ma per l'ambasciatore di Haiti presso l'Osa, l'organizzazione degli Stati Americani i morti sarebbero decine di migliaia.



Tutto è cominciato alle 16:53 locali di ieri (le 22:53 italiane), quando una terrificante scossa di 7.0 gradi Richter ha spezzato la normalità. Da allora sono già 33 gli altri scrolloni, tutti oltre magnitudo 4.5. L'ultimo finora registrato dal servizio sismografico statunitense Usgs è stato alle 2:23 (le 8:23 di Roma), ma i geologi si aspettano che il mostruoso terremoto che si è scatenato ad appena una trentina di chilometri dalla capitale dove vivono oltre due milioni di persone, si faccia nuovamente sentore.



Non ci sono parole, non ci sono commenti a queste immagini che ci fa stringere il cuore... tanta solidarietà (per quel che conta), ma permettetemi solo una piccola riflessione, se vogliamo "scontata"...
"ANCORA UNA TRAGEDIA ...SEMPRE ED ANCORA SEMPRE AI PIU' POVERI..."

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14 gennaio 2010

so che siete molto attenti alle info....ma voglio lo stesso pubblicare i riferimenti, per eventuale donazione :

Per donare 2 euro alla Croce Rossa Italiana ''Pro Emergenza Haiti'' basta inviare un sms da numero 'Wind' e '3' al 48540. Il numero sara' attivo fino al 27 gennaio. I fondi saranno utilizzati per sostenere l'impegno umanitario della Croce Rossa Italiana sul territorio di Haiti, colpito dal terremoto.

 
Anche "Agire" che coordina molte ong italiane, tra cui Amref e Save the children, si è attivata per raccogliere risorse e fornire immediata assistenza alle popolazioni colpite. È possibile effettuare una donazione di 2 euro inviando un sms al 48541 da cellulari Tim e Vodafone o chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia. La numerazione è attiva fino al 31 gennaio 2010.




Premiazione concorsi on-line

Vi segnalo le premiazioni  dei due concorsi
 per i quali ho aderivo quale membro di giuria :





I° CONCORSO ON.LINE
IL VOLO DI MELUSINA
"Concorso di arte postale"

(clicca sul link)

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I° TROFEO VINCENZIO PACILIO













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11 gennaio 2010

GRANDI MAESTRI ARTISTI : AMEDEO MODIGLIANI


“L’arte del disegno non deve perire,
la sua fine significherebbe la fine dell’arte stessa”.

Così scriveva Modigliani nel 1902, una frase che racchiude l’importanza del disegno per l’artista stesso...
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Tra le grandi mostre di pittori famosi che ho avuto la fortuna di vedere, fra quelle che mi hanno maggiormente colpita c'è proprio la mostra di AMEDEO MODIGLIANI che qualche anno fa ho potuto ammirare presso PALAZZO REALE A MILANO.

Personalmente l'arte di Modigliani non mi aveva particolarmente attirata, ma dopo quella visita  devo dire che ho rivalutato l'opera di Modigliani.
Le sue figure così asciutte, quasi asettiche, in quel contesto emanavano un fascino particolare e  dietro ai quei volti, dietro a quegli occhi che sembrano tutti uguali, una singolare e sempre diversa luce li illuminava. Ogni volto era accompagnato da un'anima ...probabilmente l'anima che ha "arricchito" tutti qui dipinti era della sua amata Jeanne.
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BIOGRAFIA DI MODIGLIANI
(forse un pò lunga...ma vale la pensa, secondo me, di leggerla)

Nato in Toscana da una famiglia ebraica - quarto figlio del livornese Flaminio Modigliani e di sua moglie, francese di nascita, Eugénie Garsin - crebbe nella povertà, dopo che l'impresa di mezzadria in Sardegna del padre andò in bancarotta.




Fu anche afflitto da problemi di salute, dopo un attacco di febbre tifoide, avuto all'età di 14 anni, seguito dalla tubercolosi due anni dopo. La famiglia di Modigliani soffriva di una storia di depressioni, che colpì anche lui, e almeno alcuni dei suoi fratelli sembrarono aver ereditato la sua stessa vena testarda e indipendente. Nel 1898 il fratello maggiore ventiseienne, Giuseppe Emanuele, poi deputato del Partito Socialista Italiano venne condannato a sei mesi di carcere.



(a sin.casa natale di Modigliani a Livorno)



Di salute assai cagionevole (cadrà più volte malato di polmonite, che infine si convertirà in tubercolosi), Modì sin da piccolo mostrò una grande passione per il disegno, riempiendo pagine e pagine di schizzi e ritratti tra lo stupore dei parenti; e, durante un violento attacco della malattia, sarebbe riuscito a strappare alla madre la promessa di poter andare a lavorare nello studio di Guglielmo Micheli, uno dei pittori più in vista di Livorno, da cui apprenderà le prime nozioni pittoriche, e dove conoscerà, nel 1898, il grande Giovanni Fattori. Modigliani sarà così influenzato dal movimento dei Macchiaioli, in particolare dal Fattori stesso e da Silvestro Lega.
autoritratto



Nel 1902, Amedeo Modigliani si iscrisse alla Scuola libera di Nudo di Firenze, e un anno dopo si spostò a Venezia, dove frequentò l'Istituto per le Belle Arti di Venezia. È a Venezia che Amedeo provò per la prima volta l'hashish e, piuttosto che studiare, iniziò a passare il tempo frequentando i quartieri più infimi della città. Nel 1906, Modigliani si sposta a Parigi, che all'epoca era il punto focale dell'avant-garde, dove sarebbe diventato l'epitome dell'artista tragico, creando una leggenda postuma, famosa quasi quanto quella di Vincent Van Gogh. Sistematosi a Le Bateau-Lavoir, una comune per artisti squattrinati di Montmartre, fu ben presto occupato dalla pittura, inizialmente influenzato dal lavoro di Henri de Toulouse-Lautrec, finché Paul Cézanne cambiò le sue idee. Sicché Modigliani sviluppò un suo stile unico, l'originalità di un genio creativo, che era contemporaneo dei cubisti, ma non faceva parte di tale movimento. Modigliani è famoso per il suo lavoro rapido: si dice completasse un ritratto in una o due sedute. Una volta terminati, non ritoccava mai i suoi dipinti. Eppure, coloro che posarono per lui dissero che essere ritratti da Modigliani era come farsi spogliare l'anima.

Nel 1909, Modigliani fece ritorno alla sua città natale, Livorno, malaticcio e logorato dal suo stile di vita dissoluto. Non restò in Italia a lungo, e fece presto ritorno a Parigi, questa volta affittando uno studio a Montparnasse.

Egli si era inizialmente pensato come scultore più che come pittore, e iniziò a scolpire seriamente dopo che Paul Guillaume, un giovane e ambizioso mercante d'arte, si interessò al suo lavoro e lo introdusse a Constantin Brancusi. Questi appaiono antichi, quasi egizi, piatti e che ricordano una maschera, con distintivi occhi a mandorla, bocche increspate, nasi storti, e colli allungati. Anche se una serie di sculture di Modigliani venne esposta al Salone d'autunno del 1912, a causa delle polveri generate dalla scultura, la sua tubercolosi peggiorava; abbandonò quindi la scultura prima della pietra e poi anche del legno, e si concentrò unicamente sulla pittura.







Tra i suoi lavori si ricordano il ritratto del suo amico e forte bevitore Chaim Soutine, e i ritratti di molti dei suoi contemporanei che frequentavano Montparnasse, come Moise Kisling, Pablo Picasso, Diego Rivera, Juan Gris, Max Jacob, Blaise Cendrars, e Jean Cocteau. Suo più grande e fedele amico fu lo straordinario pittore Maurice Utrillo che visse gli stessi problemi di alcolismo che caratterizzarono la vita di Amedeo.


I NUDI









Il 3 dicembre 1917 si tenne alla Gallerie Berthe Weill la prima personale di Modigliani. Il capo della polizia di Parigi rimase scandalizzato dai nudi di Modigliani in vetrina, e lo costrinse a chiudere la mostra a poche ore dalla sua apertura. Quello stesso anno, Modigliani ricevette una lettera da una ex-amante, Simone Thirioux, una ragazza franco-canadese, che lo informò di essere di ritorno in Canada e di aver dato alla luce un suo figlio. Non riconobbe mai il figlio come suo, ma dopo essersi mosso a Nizza con la Hébuterne, questa rimase incinta, e il 29 novembre 1918 diede alla luce una bambina, che venne anch'essa battezzata Jeanne. Della Thirioux e del figlio, non si sono avute più notizie.


Mentre era a Nizza, un soggiorno organizzato da Léopold Zborowski per Modigliani, Tsuguharu Foujita e altri artisti, allo scopo di cercare di vendere i loro lavori ai ricchi turisti, Modigliani riuscì a vendere pochi quadri e solo per pochi franchi ciascuno. Nonostante ciò, mentre era lì produsse la gran parte dei dipinti che sarebbero infine diventati i suoi più popolari e di valore.


Durante la sua vita vendette numerose delle sue opere, ma mai per grosse somme di denaro. I finanziamenti che riceveva svanivano rapidamente in droghe e alcool. Nel maggio del 1919 fece ritorno a Parigi dove, assieme a Jeanne e alla loro figlia, affittò un appartamento in Rue de la Grande Chaumière. Mentre vivevano li, sia Jeanne che Modigliani dipinsero ritratti l'uno dell'altro e di tutti e due assieme. Anche se continuò a dipingere, per quel periodo il suo stile di vita era giunto a richiedere il conto, e la salute di Modigliani si stava deteriorando rapidamente.


I suoi "blackout" alcolici divennero sempre più frequenti. Dopo che i suoi amici non ne ebbero notizia per diversi giorni, l'inquilino del piano sotto al suo controllò l'abitazione e trovò Modigliani delirante nel letto, attorniato da numerose scatolette di sardine aperte e bottiglie vuote, mentre si aggrappava a Jeanne, che era quasi al nono mese di gravidanza. Venne convocato un dottore, ma c'era ormai poco da fare, poiché Modigliani soffriva di meningite tubercolotica.


Dopo il delirio

Ricoverato all' Hospital dela Charitè, in preda al delirio e circondato dagli amici più stretti e dalla straziata Jeanne, morì all'alba del 24 gennaio 1920. Alla morte di Modigliani ci fu un grande funerale, cui parteciparono tutti i membri della comunità artistica di Montmartre e Montparnasse.


Jeanne Hébuterne, che era stata portata alla casa dei suoi genitori, si gettò da una finestra al quinto piano, un giorno dopo la morte di Amedeo, uccidendo con sé la creatura che portava in grembo.


(foto- Tomba di Amedeo Modigliani)
Modigliani venne sepolto nel cimitero di Père Lachaise nel primo pomeriggio del 27 gennaio.



Jeanne Hébuterne venne seppellita il giorno dopo al Cimetière de Bagneux, vicino a Parigi, e fu solo nel 1930 che la sua amareggiata famiglia (che l'aveva fatta seppellire furtivamente per evitare ulteriori "scandali") concesse che le sue spoglie venissero messe a riposare accanto a quelle di Modigliani.

La loro figlia di soli 20 mesi, Jeanne, venne adottata dalla sorella di Modigliani a Firenze.


Da adulta, avrebbe scritto una importante biografia di suo padre, intitolata: Modigliani senza leggenda. Jeanne morì nel 1984 a Parigi, proprio nei giorni in cui si discuteva sull'autenticità delle tre teste, cadendo da una scala in circostanze alquanto misteriose (qualcuno sospettò che fosse stata spinta, ma l'autopsia non fu fatta e le indagini furono sbrigative).

Oggi, Modigliani è considerato come uno dei più grandi artisti del XX secolo, e le sue opere sono esposte nei più grandi musei del mondo.


Le sue sculture raramente cambiano di mano, e i pochi dipinti che vengono venduti dai proprietari possono raccogliere anche più di 15 milioni di Euro.


Il suo "Nu couché" (Sur le côté gauche) venne venduto nel novembre del 2003 per 26.887.500 dollari.










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10 gennaio 2010

Regali di Voi lettori


cartolina RICEVUTA ON-LINE DALLA LETTRICE DEL  BLOG
E L E N A

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Immagine  RICEVUTA ON-LINE DALLA LETTRICE  DEL BLOG
G I U L I A N A

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mentre l'artista GILDO DE VIDO DORDI 
ha inserito una mia opera con link del  mio sito sul suo BLOG


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GRAZIE di cuore a tutti Voi!
Siete molto cortesi e gentili con me.

9 gennaio 2010

Opere del mese : gennaio 2010


opera : VERDE EFFETTO ...STUPORE
Olio a spatola su tela
dim. cm. 40 x 30 - anno 2010

Lettura dell'opera del Dott. ROMEO ARACRI - 8 gennaio 2010

Questa artista ha ormai trovato un suo personale infinito universo espressivo fatto di colori vivi e pulsanti e di luce magicamente soffusa e dominata nelle tonalità eteree e volatili che esondano lo spazio della tela per invadere ogni angolo dell’anima impregnandola di dolci emozioni eternamente fissate nei suoi tenerissimi pigmenti.
Le immagini, la scenografia, la profondità in cui disperdere lo sguardo sulle ali del sentimento aprono scorci bellissimi di estensioni quasi metafisiche. Ma in questa opera è la luce che modula il paesaggio stesso frantumando l’apparente monotonia del verde e sciogliendola in una diffusione melodica, lirica, che amplifica le soluzioni pittoriche sempre morbide e dolci dei suoi paesaggi sempre riconoscibili.
Incredibile la capacità di disciplinare il colore immettendo attimi del suo intimismo che si riflette in una organizzazione del soggetto in cui si perdono i tratti secondari e l’intensità delle sue sensazioni si fissano sulla tela.
Bellissimo il dosaggio cromatico, sempre eseguito a spatola, nell’ombra e nella luce sperimentando quasi le possibilità materiche e luminose del colore. Infine sono le emozioni che si sovrappongono alla realtà rappresentata quando l’artista vuole rivivere e farci rivivere il fascino dell’atmosfera, dell’ambiente, forse la magia dei profumi o il suono misterioso della natura e quel sapore di antico che è nell’angolo più nascosto del cuore.

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Grazie Romeo, sai sempre cogliere al volo l'essenza dei miei dipinti.

Ormai le tue letture sono tantissime (hai iniziato a scrivere per me tanto, tanto tempo fa)...ed ancora lo fai con l'entusiasmo delle prime volte.
Sono felice di aver contribuito con i miei dipinti a far sì che il tuo amore per la pittura crescesse, ed ora penso di non essere modesta nel dire che in questi anni siamo cresciuti nel mondo artistico, (in altri non mi permetterei),  tu con le tue parole raccolte in recensioni - letture anche per altri artisti ed io con i miei colori che trovano sempre cromie diverse. 
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8 gennaio 2010

RASSEGNA STAMPA :



Il progetto di mail art- vinile 45° organizzato da VIRGINIA MILICI al quale ho partecipato



è stato pubblicato sul periodico d'arte EUROARTE - dicembre/gennaio 2010


inoltre :

SULLA RIVISTA
 N 1 TALENTS MI

mi sono state riservate le pag. 6-7-8-9
RECANTE ALCUNE FOTO DELLE MIE OPERE E DUE POESIE,
UNITAMENTE AD UN'INTERVISTA EFFETTUATAMI
DALLA DIRETTRICE DELLA RIVISTA GRAZIA ALLERA BARBI  .

L'intervista :

Com'è il legame tra te e le tue orgini, la tua terra che spesso rappresenti nelle tue opere

Sono nata in Brianza, una terra di antiche culture e di tradizioni forti, di credenze e leggende, trovando in essa un dialogo quasi spirituale e per la quale nutro un forte legame. La mia famiglia è di origine contadine ed ho quindi vissuto i periodi dell’ infanzia e dell’adolescenza a stretto contatto con la “vera terra”, quella fatta di profumi, di raccolti, di serate attorno ad un camino scoppiettante, di risate sull’aia, ma al contempo quella terra che elargiva doveri anche a noi bimbi: il tempo della mietitura, della raccolta del granoturco, della vendemmia, doveri per i quali era necessaria anche il contributo di noi bambini.

Oltre a quello che si vede, cosa vuoi rappresentare nei tuoi quadri?

Non ho la pretesa di trasmettere chissà quale messaggio, vorrei solo con le mie opere elargire positività e serenità, messaggi semplici dunque, ma preziosi e mai scontati.
Inoltre vorrei riprendermi e magari  recuperare tutto ciò che mi è stato tolto o forse mai donato per poter coltivare questa mia passione; anni preziosissimi per una crescita artistica e di approfondimento.
Mi sto dedicando da anni alla ricerca dell’arte informale e tramite la materia amalgamo stati d’animo, energia, emozione, un connubio di sentimenti del mio “vivere” di oggi.


Qual'è il motivo per cui hai deciso di dedicarti per tutta la vita all'arte?

Non ho deciso di dedicarmi all’arte, è stata l’arte a decidere per me…mi ha scelta.
Mi sono innamorata dell’arte in genere nella classica ora di educazione artistica sui banchi di scuola . Per ragioni di “doveri vari” ho dovuto percorrere un cammino diverso durante gli annoi della mia attività lavorativa, ma l’arte è sempre stata una mia compagna segreta.

Hai ottenuto tantissimi riconoscimenti, ce n'è uno in particolare che ti ha colpito più degli altri?

Ogni riconoscimenti ha per me sempre il massimo valore ed ognuno ha la propria storia, un proprio flash e un posto importante dentro di me.
Non riesco a privilegiarne uno rispetto all’altro.
Nutro sempre emozioni al ricevimento di qualsiasi premio, nonostante il mio curriculum in questo senso si stia allungando.

I tuoi quadri esprimono grandi emozioni, da dove nascono queste emozioni?

Le emozioni penso che siano parte di me; passeggiando lungo le rive del mio fiume, lungo il lago…ovunque e dovunque.
Nelle opere informali le emozioni esplodono come degli urli a volte, come delle necessità interiori, ed è impossibile non ascoltarle.

Cosa vuoi rappresentare nei tuoi quadri?

Attraverso i miei dipinti vorrei rappresentare solo me stessa, il mio sentire nei miei colori. E’ piacevole al di là della vendita ritrovare persone che ritornano con l’entusiasmo di voler godere ancora di una mia opera.

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(per ragioni di spazio l'intervista nelle risposte è stata tagliata di brutto....)

E' possibile visionare la rivista cliccando


7 gennaio 2010

Opere del mese : Gennaio 2010

opera : D'INVERNO...GIALLO E ROSSO
OLIO + TECNICA MISTA SU TELA
DIM. CM. 50 X 40 - GENNAIO 2010

Cerco sempre di sperimentare e questo è un nuovo esperimento di  "sfondi" particolari.

5 gennaio 2010

COMUNICAZIONE

sul nuovo blog http://lavostraarte.blogspot.com/ l'artista proposto

PROF. CARMELO COZZO DI ADRANO CT


Sul mio sito in home page (in basso) lo spazio del mese DI GENNAIO  è dedicato 
PITTRICE PAOLA ELSA TAGLIABUE

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se volete propormi la Vostra arte...fatelo senza esitare.
ciaooo

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Vi FACCIO PARTECIPI DI UN BELLISSIMO REGALO


UN REGALO inviatomi  dalla gentilissa sig.ra ANGELA  che ho conosciuto  in occasione di un viaggio organizzato e che, come me, era indaffarata a trovare spunti suggestivi per foto speciali.

...e per pura combinazione l'ho ritrovata alla mostra personale di Correzzana  :

FOTO " ROSA"
di
ANGELA BOLIS di Correzzana MI