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09 febbraio 2010

...DIVAGAZIONE SUL TEMA "ARTE"


...E COSI' NON MI DITE CHE DIPINGO SOLO...
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Dopo aver dedicato uno spazio personale al prof. CARMELO COZZO E LA SUA ARTE sul mio blog


il prof. Cozzo, da bravo siculo ed entusiasta della sua visibilità sul blog, dei commenti ricevuti, nonchè di alcuni diretti contatti con coloro che hanno commentato le sue opere, mi ha omaggiata di un prodotto siculo "selvatico" ma molto molto gustoso.

LA FINOCCHIETTA SELVATICA O IL FINOCCHIETTO SELVATICO...



DOPO UNA SETTIMANA A SPASSO COL CORRIERE il finocchietto è arrivato integro, perchè il prof. molto profetico e saggio,  lo ha raccolto in mazzi ed ha inserito i gambi in  sacchetti umidi. 

Ed ecco che fine ha fatto il finocchietto 

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Non sono molto presentabile, ma BENVENUTI LO STESSO NELLA MIA CUCINA....
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Ricetta dettata dal maestro Cozzo su indicazione della signora Franca, la Sua gentile signora:

RIGATONI AL FORNO CON ALICI E FINOCCHIETTA SELVATICA

- Soffritto di cipolla tagliuzzata in olio extra vergine
- si aggiunge  il finocchetto fatto cuocere in acqua precedentemente tagliato a pezzetti, eliminando la parte iniziale del gambo  (CONSERVARE l'acqua di bollitura )
- salsa di  pomodoro, quando basta
- alici fresche circa 3-4 hg. pulite  e tolta la spina centrale e la testa ) 
- sale, pepe/peperoncino, quanto basta
- far cuocere finchè raggiunge una cottura ed una densità accettabile (circa 3/4 d'ora)
- a parte far bollire l'acqua e versare la pasta (meglio i rigatoni) nell'acqua salata e conservata della finocchietta
- togliere la pasta al dente.

- preparare una teglia e porre un leggero strato del sugo ormai pronto
-.uno strato di pasta
- ancora il sugo
- uno strato  di prosciutto cotto  e grana o pecorino o il formaggio  a piacere
- altro strato di pasta.
- ancora il sugo
- ancora la pasta
- ancora sugo
- sbattere a parte due uova e coprire l'ultimo strato di pasta

 
- Infornare a 180°  per circa dieci minuti, il tempo necessario che si formi una crosticina ...




et voilà.....BUON APPETITO
Stasera ce li siamo gustati!!!

06 febbraio 2010

Un omaggio per tutti Voi

SUL BLOG :


Un omaggio artistico con dedica
per tutti Voi
da parte
della pittrice-poetessa
GRAZIELLA CARLETTI LA ROCCA
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e Vi ricordo che continua il mini concorso
"OPERA IN CERCA DI TITOLO"
clicca a destra sull'opera
su questo blog  
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05 febbraio 2010

MOSTRA COLLETTIVA : ART LOVER PASSION

PARTECIPO CON UNA MIA OPERA
alla
COLLETTIVA
INTERNAZIONALE D’ARTE

- ART LOVER PASSION -


PRESSO l’aula PUCCI
del comune di CIVITAVECCHIA (ROMA)

DAL 14 AL 20 FEBBRAIO











L'OPERA PRESENTATA

TITOLO : INCREDIBILE AMORE
olio + tecnica mista su tela

I miei primi acquarelli :

Una gettata..così..spontanea, senza elimosinare  colori e acqua, né la voglia di dare...dare...dare...



opera : SIAMO IN TRE: GIRASOLI, ZUCCA E THEIERA 
acquarello 
dim. 45,5 x 61 - febbraio 2010 
SU CARTA FABRIANO 300 gr - grana grossa



opera :  ROSSO PAPAVERI IN ACQUA
acquarello
dim. cm. 30,5 x 45,5 - febbraio 2010
SU CARTA FABRIANO 300 gr - grana grossa

04 febbraio 2010

A CHIAREGGIO...con i miracoli della natura - III tappa

Mentre Vi invito ad entrare sul blog http://lavostraarte.blogspot.com/ per lasciare un Vostro commento alle opere di Graziella Carletti e ricevere dunque un suo omaggio artistico.....

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Concludo la mia carellata di foto scattate durante la piccola vancaza a CHIAREGGIO.
Non Vi nascondo, ma penso che lo potrete notare Voi stessi dagli scatti, questa piccola vacanza mi ha riempita di tanta tanta serenità e la natura mi ha regalato splendide visioni che non gustavo da tempo.

da non credere...eppur vero.





CASCATE OVUNQUE GHIACCIATE














ed al ritorno,
sempre da NON credere,
 alle ore 17.30 in auto ho scattato queste stupende foto ad un cielo istrionico.










Le foto non sono state ritoccate, e sono scattate con una semplice digitale.

NUOVE OPERE DEL MESE : FEBBRAIO

IL mio viaggio personale nella continua ricerca e sperimentazione di tecniche e di espressioni nuove è sempre in movimento ed in questa opera, come nella precedente postata,  ho sperimentato un ulteriore modo di propormi.

Mio figlio quando ha visto l'opera ha espresso questo commento:

- sembra che tu abbia dipinto  pensando ad una visione esterna dall'auto in corsa, una visione allegra quasi carnevalesca . Tutto il paesaggio è in movimento, tranne le case, che sono un punto fermo, forse una necessità inconscia di sicurezza e di stabilità -

....e se lo dice lui....


opera : IL CARNEVALE IN NATURA
olio a spatola  su tela
dim. cm. 70x50 - anno 2010 

Ringrazio tutti Voi per avermi espresso il Vostro parere.
Il mio è sempre un continuo propormi e mi piace sapere cosa ne pensate.
Assodato che il mio cromatismo è certo, mi piace correre mantendo sempre quella mia primordiale passione del colore, ma nella tecnica "osare" . Mi piace mettermi in gioco continuamente con opere per le quali ho usato nuove tecniche.
Penso che nell'arte non si possa restare "statici".
Certamente continuare sugli stessi soggetti migliora la rappresentazione degli stessi, ma diventa tutto scontato ed oserei dire  monotono.
Per esempio...se io continuassi a proporVi l'ADDA (che mi viene bene) alla fine mi potreste dire..ma che p...sa fare solo l'Adda? Oppure se insistessi con i papaveri-girasoli (che piacciono sempre) alla fine diventa "nauseante" vedere solo i miei quadri di papaveri e girasoli.
Ecco perchè penso che, a parte la necessità mia interiore,  sperimentare altre tecniche sia sempre un modo nuovo di porsi  chi ti segue...poi è vero, il risultato può essere pià o meno soddisfancente o gratificante, ma qui sta il bello...proporsi sempre nel nuovo ed ottenere "risultati validi" qualsiasi cosa si affronta.
E' un mio personale parere, forse sbagliato, ma per me diventa una necessità impellente.Dopo due-tre opere cosidette "normali" (i miei solari paesaggi) mi diventa vitale intervallare con gli informali, gli acquarelli...ecc ecc.
Leggo che tutto sommato anche questo mio esperimento di colore spatolato (poi tolto) sia comunque positivo.
Ma tranquilli...il prossimo sarà sicuramente un angolo "brianzolo", ( a parte gli acquarelli )

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.....CLICCATE...........


se volete .....
CLICCATE QUI SOTTO :::::



(avevo già memorizzato il post)





03 febbraio 2010

Mostra Collettiva-concorso " SAN GIROLAMO " E NUOVA OPERA DEL MESE : FEBBRAIO

Mentre Vi comunico che sul blog

http://lavostraarte.blogspot.com/

ho inserito la presentazione della
poetessa-pittrice
GRAZIELLA CARLETTI DELLA ROCCA

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VI INFORNO E VI INVITO
ALLA CONSUETA FESTA
DI

SAN GIROLAMO

presso il convento dei Padri Somaschi
 a San Girolamo Lc

dove si terrà

la V MOSTRA COLLETTIVA

alla quale partecipo con alcune mie opere
sia nella sezione a tema libero che nella sezione arte sacra. 

La mostra sarà visibile
dal 6 al 14 febbraio

per documentarVI sulla basilicata e

tutto ciò che concerne la vita e la festa  di San Girolamo )

senza dimenticare che anche questa è una meta turistica per coloro che abitano nella mia zona ma soprattutto per coloro che volessero visitarla.
Durante tutto il periodo della festa e quindi anche della collettiva sarà aperto un servizio navetta che porta direttamente dal piazzale posteggio a salire fino alla Basilica.

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E COME CONTORNO DEL POST
Pubblico la prima opera del mese :

titolo :

AI MARGINI...LA SOFFERENZA
olio è tecnica mista + foglia d'oro
dim. cm. 70x70 - febbraio 2010

(Sarebbe bello leggere le Vostre libere interpretazioni su quest'opera informale)


02 febbraio 2010

3 febbraio - Lo sapete perchè ....a S. BIAGIO ?


 3 FEBBRAIO SI FESTEGGIA SAN BIAGIO

auguri dunque a tutti i  Biagio e le Biagine
ma torniamo al nostro quesito :
Perché è tradizione mangiare il panettone il giorno di San Biagio?

Da dove deriva questa tradizione?
E perché si dice protegga dal mal di gola?

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Può sembrare un tentativo di liberarsi degli avanzi del dolce natalizio, ma in realtà si tratta di un'usanza che ha una lunga storia.
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All'inizio di febbraio, passeggiando per Milano, non è strano, nelle vetrine di pasticcerie, panetterie e gastronomie, trovare panettoni in vendita con forti sconti (per la verità, la tradizione imporrebbe di vendere due panettoni al prezzo di uno, ma non tutti la rispettano).
Banale tentativo di liberarsi degli avanzi del dolce natalizio per eccellenza, diranno i più. Niente di più errato, infatti si tratta di un'usanza ben radicata nel territorio milanese: quella di mangiare il panettone il 3 febbraio, giorno di San Biagio. Ma perché si usa così?
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Biagio nacque a Sebaste, in Armenia, sul finire del III secolo dopo Cristo. Studiò medicina e intraprese la professione di medico, e medico sarebbe morto, se la popolazione della sua città non lo avesse voluto come vescovo, nonostante non fosse né consacrato né ordinato. Un po' come Ambrogio, anche Biagio non volle accettare subito la carica a cui il popolo lo spingeva. Dopo un periodo però si fece convincere e assunse il ministero, non dimenticando però la sua vera natura. Cominciò così a compiere i suoi doveri vescovili, accompagnandoli con gli altrettanto importanti doveri di medico. Il neo vescovo curava le anime del suo gregge ma spesso, in maniera più terrena, ne curava anche i corpi.


Un giorno una madre disperata corse al suo cospetto. Suo figlio aveva mangiato del pesce, una lisca gli si era conficcata in gola e ora stava soffocando. Biagio non perse tempo e corse al capezzale del giovane. L'istinto di medico ebbe presto il sopravvento e Biagio, invece di perdersi in inutili benedizioni e unzioni, prese un pezzo di pane e lo fece inghiottire al ragazzo. La mollica portò con sé la lisca e il figlio della disperata signora riprese a respirare normalmente. Con un metodo che aveva ben poco di miracoloso, Biagio aveva salvato una vita, come probabilmente aveva fatto spesso in passato e come, altrettanto probabilmente, avrebbe continuato a fare in futuro. Ma, vuoi perché come vescovo Biagio era già in odore di santità, vuoi perché, per sottintendere ai doveri dell'abito che indossava, prima di far ingoiare la mollica al ragazzo l'aveva benedetta facendogli il segno della croce, la fortunata madre cominciò a gridare al miracolo. Biagio ovviamente minimizzò e tornò ai suoi doveri. Ma notizie eccezionali come un miracolo fanno presto a passare di bocca in bocca e a diffondersi a macchia d'olio fra tutto il popolo. E presto giunsero alle orecchie sbagliate, quelle di Agricola, prefetto di Diocleziano per l'Armenia. Agricola non apprezzava che la fama di un qualunque vescovo si accrescesse così a dismisura e decise, con una scusa, di convocare il vescovo Biagio. Trovandoselo davanti, non si sa perché, Agricola decise che era meglio eliminarlo per evitare che il popolo ne facesse un santo. Detto, fatto, lo fece scorticare con pettini da cardatori e poi decapitare.
Come altri prima di lui, anche Agricola fece male i suoi conti. Biagio a breve divenne un martire e poi un santo, il Santo protettore dei cardatori e dei materassai (onore dovuto allo strumento che era stato usato per martirizzarlo). In più, in ricordo dell'episodio del bambino e della lisca di pesce, il 3 febbraio, giorno della festa di San Biagio, si usa mangiare del pane benedetto e farsi benedire la gola toccandola con due candele incrociate. Questo però non spiega come la storia di Biagio si leghi a Milano e al suo più rappresentativo dolce. Biagio non era mai passato dalla nostra città, eppure proprio a Milano la sua festa ha una così strana connotazione. Facciamo allora un salto avanti nel tempo rispetto all'epoca in cui visse Biagio.

Il panettone è già stato inventato e a Milano tutti usano prepararlo per le feste natalizie. Prima di Natale una donna si reca da Frate Desiderio per far benedire un panettone che ha preparato per la famiglia. Desiderio, che è sempre molto occupato, dice alla donna di lasciargli il dolce per qualche giorno e poi di passare a ritirarlo, lui si occuperà di benedirlo non appena troverà il tempo. I giorni trascorrono lenti e la donna si dimentica di ripassare dal frate per il suo panettone. Desiderio invece non si dimentica affatto del panettone e, ogni volta che passa davanti al cantuccio della canonica dove lo ha appoggiato, ne stacca un pezzettino e lo mangia.


Sbocconcella oggi, sbocconcella domani tutto ciò che resta del panettone è l'involucro vuoto. Quando Desiderio si accorge di aver mangiato tutto il panettone della povera donna si dispera. I sensi di colpa lo assalgono e Desiderio spera che la donna si sia dimenticata per sempre del suo panettone e non torni più a reclamarlo. Altri giorni passano e sembra che il desiderio del frate si sia avverato, quando, il 3 febbraio, la donna si ripresenta per avere indietro il suo panettone benedetto. Desiderio va allora nell'angolo dove giaceva ancora l'involucro del panettone inesorabilmente vuoto e, stupore, la carta è gonfia e piena di un panettone grosso il doppio di quello che la donna aveva lasciato al frate. Miracolo! Era sicuramente merito di San Biagio.

Il Natale dell'anno successivo molti milanesi portarono a Desiderio i loro panettoni da benedire, sperando di vederli moltiplicati. Ma i miracoli non operano così, quindi Desiderio si limitò a benedire tutti i panettoni assieme e poi consigliò caldamente ai milanesi di avanzarne una parte da consumare il 3 febbraio, in sostituzione del pane benedetto. Negli anni l'usanza si radicò nel sostrato cittadino e anche se oggi non si usa più farli benedire, in ogni casa di Milano, la mattina del 3 febbraio, a colazione, per proteggere la gola dai malanni stagionali, si scarta un bel panettone, magari comprato con lo sconto in uno dei tanti negozi della città.

(art. tratto da Milano-Corriere)
di Francesca Belotti e Gian Luca Margheriti
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e Voi, milanesi che mi seguite,  lo avete avanzato o comprato il panettone per oggi ?

..si continua - proposta di gita : CHIAREGGIO - II PARTE

...e dopo averVi postato le foto scattate al panorama innevato di Chiareggio, Vi voglio ora raccontare come ci si arriva... d'inverno... e dove ho pernottato.
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Con la neve alta non è possibile salire con l'auto a quota 1.600 per cui è necessario lasciare l'auto in basso, presso un libero parcheggio.

Su chiamata,  lo chalet che ci ospiterà provvede all'invio ,nel giro di dieci minuti 
(forse anche meno) della motoslittae quando si è nella stagione alta il gatto delle
 nevi 














Il percorso sulla motoslitta è di circa 5 km. su una strada percorribile che attraversa i boschi  ricchi di vegetazione, cascate ghiacciate e casine, quasi invisibili poichè ricoperte dalla neve alta.

Il freddo non è clemente e sulla motoslitta è ancora più pungente,  ma  l'entusiasmo della nuova esperienza ci fa affrontare l'avventura con risate e  spirito da ragazzini.
Col viso nascosto da sciarpe e da berretti, scivoliamo sulla bianca neve in un paesaggio da favola illuminati unicamente dal contrasto del bianco delle neve con il buio della sera.
E dopo circa 15 minuti arriviamo allo chalet : LA TANA DEL GRILLO



Lo chalet, tra i primi hotel ristoranti in Chiareggio (nord ovest dell'alta Valmalenco) è ubicato in un'incantevole posizione in località Pian del Lupo a ridosso del versante settentrionale del ghiacciaio Disgrazia.
Le camere tutte con servizi, sono pulitissime e di moderna fattura. Sono riscaldate in modo egregio
Lo chalet permette un piacevole e rilassante soggiorno .
Abbiamo cenato e pranzato e devo senz'altro dire che la cucina è validissima e molto variabile ed il tutto a prezzo modico.
Lo chalet è aperto tutto l'anno.Dispone di ampio terrazzo e giardino solarium ed è punto ideale di partenza per chi ama lo scii di fondo, d'alpinismo e di discesa in inverno, e per chi in estate, ama camminare nel freschi boschi, magari alla ricerca di funghi, o nelle impegnative escursioni sui ghiacciai a 4.000 metri di quota.
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E dopo aver fatto pubblicità allo chalet (:-)........
Alcune foto dei tanti dipinti che si trovano all'interno dello chalet e purtroppo animali imbalsamati






Le lucine di natale ancora accese sull'insegna dello chalet, accompagnate da lievi fiocchi di neve creano un'atmosfera incantata quasi irreale.



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Ed al mattino,  
aprendo la finestra della camera per assaporare il freddo mattutino, una splendida immagine mi si presenta ......cristalli di ghiaccio trasparente come fossero enormi diamanti...stalattiti e stalagmiti di affascinante visione  














...e non finisce qui...se volete!

31 gennaio 2010

AGGIORNAMENTI-COMUNICAZIONI

SUL BLOG

http://lavostraarte.blogspot.com/

I RINGRAZIAMENTI UFFICIALI E COMUNICAZIONI
SULLA SPEDIZIONE DELL'OMAGGIO ARTISTICO
A TUTTI COLORO CHE HANNO LASCIATO
IL LORO COMMENTO SULL'ARTE DEL PROF. COZZO

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Inoltre, come è ormai consuetudine, vi comunico di aver effettuato l'aggiornamento mensile del mio sito :
http://www.artecarlacolombo.it/
Potete trovare tutto sul mio esprimere.
anti sono gli aggiornamenti che riepilogano ciò che ho postato in questo mese sul blog , dalle nuove opere, ad alcune nuove poesie, a recensioni a bravissimi artisti, eventi, mostre, ecc ecc, ma sul sito la visibilità è senz'altro più ordinata e raccolta.

L'artista ospite in home page del mio sito
è la pittrice-scultrice


GABRIELLA DUMAS
di
ROVIGO

Se Vi fa piacere Vi invito dunque a visionarlo e perchè no...
a lasciare un Vostro gradito commento sul libro degli ospiti.
Grazie!

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Vi segnalo inoltre che sul blog

http://lavostraarte.blogspot.com

dopo i bravissimi artisti :

prof. CARMELO COZZO DI ADRANO (CT)
e CRISTINA BUA DI ADRANO (CT)
(nonno e nipote)

mi dedicherò alla presentazione
dell'artista pittrice-poetessa


GRAZIELLA CARLETTI LA ROCCA
DI
CALTAGIRONE

Grazie per l'attenzione

Una proposta di gita : CHIAREGGIO I° parte : Un angolo di Paradiso innevato

C H I A R E G G I O

(m.1.600 s.l.m.)

un gita che si può organizzare facilmente specialmente per coloro che abitano nella mia zona
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Si trova tra i due gruppi  montuosi più alti delle Alpi Retiche, il Bernina (m.4.056 s.l.m.) ed il Disgrazia  (m. 3.678 s.l.m.)

Dai ghiacciai di quest'ultimo si forma il bacino di raccolta delle acque del torrente Mallero, principale affluente dell'Adda, che percorre l'intero Pian del Lupo.
Nel passato questo piccolo borgo era di vitale importanza come punto di ristoro e di sosta per il continuo  passaggio di merci e uomini da e per la vicina Svizzera attraverso il Passo del Muretto.

 In estate ed autunno : le escursioni su tutto il gruppo montuoso del Disgrazia partendo a sud dalle capanne Porro, Gerli e Ventina.
Da visitare il sentiero glacialogico "Sella" sulla morena del ghiacciaio Ventina, l'Alpe Pirola con l'anonimo lago e, per gli appassionati di roccia, il Torrione Porro.
Meritevoli di interesse anche la Val Sissone a Est con i lrifugio Tartaglione-Crispo, bellissima zona minerologica dove si possono rinvernire bellissimi cristalli di Epidoto, graniti rossi, quarzi ecc, e la Valle del Muretto con l'omonino Passo a Nord e il sentiero per il rifugio Longoni verso il gruppo del Bernina.


In inverno e primavera :
Sci d'alpinismo e sci di fondo. Una bellissima pista di snoda all'inizio della Val Sissone e percorrendo il Pian del Lupo arriva a S. Giuseppe

Sci di discesa : sulle vicine piste dell'Alpe Palù prendendo la comoda e veloce sciovie in località Barchi.






 



...e con un piumino "anni 80" e fasciata con tre strati di calze  (eheheheh),   immersa nel candore affascinante e ovattato di questo paradiso terrestre, con temperatura sottozero, ci sono pure io.

ALLA PROSSIMA PUNTATA .......
con  altre foto e .........



30 gennaio 2010

Concorso del mese : FEBBRAIO

II edizione del MINI-CONCORSO

MESE DI FEBBRAIO
LA MIA ULTIMA OPERA

"  IN CERCA DI TITOLO "




olio a spatola su tela
dim. cm. 40x30 - gennaio 2010

IL  MINI-CONCORSO consiste nell'assegnare IL TITOLO a questa mia opera, terminata nel mese di gennaio 2010


MODALITA' DI PARTECIPAZIONE:

- possono partecipare tutti i lettori di questo blog (anche coloro che hanno già vinto nei quiz anno 2009).
- si possono assegnare tre titoli (solo uno sarà comunque scelto).
- per garantire la massima correttezza e per non sentirmi coivolta nella scelta per ovvi motivi di imparzialità, il titolo sarà scelto direttamente dall'appassionato d'arte Dott.R.ARACRI che sceglierà quello che più si avvicinerà alla lettura dell'opera che ha già stilato e che tiene disponibile per la scadenza del concorso. (libera interpretazione dell'opera).
- scadenza del CONCORSO 20 febbraio 2010.
- lascerò al dott. Aracri rispondere direttamente ai vari interventi che via via verranno postati nei vari commenti che avranno per argomento il titolo.
- mi limiterò ad intervenire solo nel caso di chiarimento o di saluti o altro...che si rendesse necessario.
- Il vincitore o la vincitrice avrà due mesi di tempo dalla data della proclamazione, per comunicare i propri dati per invio omaggio previsto. Dopo tale scadenza mi riterrò libera da ogni "impegno" preso per la scelta delle opere in omaggio qui postate.

 A VOI TUTTI DUNQUE...BUON DIVERTIMENTO !

REGALO PROPOSTO



ANTOLOGIA di pag. 365 - carta patinata (con dedica personalizzata) 
(raccolta di poesie, racconti e foto pittoriche - compresa la mia)




quadretti con cornice in legno naturale a scelta
dipinto - acquarello dim. cm. 13x9



- il premio sarà spedito mezzo posta a mie totali spese dietro indicazione dell'indirizzo del vincitore in forma privata a tutela totale della privacy
Con la speranza di tenerVi un po' di compagnia, auguro a tutti Voi ....in bocca al lupo...crepi.ciaooo

28 gennaio 2010

POESIA : NEL DOLORE



NEL DOLORE

Scivolava in ore tutte uguali
 il dolore
e raccontava
di trepide attese,
di ansie logoranti
disciolte in flebile sospiri.
E l'umida sera
sfiorava in sguardi increduli
  occhi arrossati
stampati su volti attoniti,
mentre melanconica
nascosta dietro ad un nuvola,
la cima increspata del monte
raccoglieva nei dubbi
e nei sonni troppo brevi
la speranza del domani.
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Carla Colombo
(giugno 2009)
Durante la personale presso l'ospedale di Lecco

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la statua scultorea qui sopra postata è uno scatto che ho effettuato durante la mostra personale ed è posta davanti all'ospedale Maggiore A. MANZONI di Lecco. Purtroppo non conosco l'artista  scultore e non sono riuscita a trovare il nominativo neppure in internet . Chi mi sa aiutare?

Le originali vignette di CRISTINA BUA


Se ancora non le avete visionate

VI INVITO
Sul blog LA VOSTRA ARTE.

Ho inserito POST di una bravissima e giovane vignettistia :

"LE ORIGINALI VIGNETTE
DI
CRISTINA BUA"